Diretta Grande Fratello 9

13 Gennaio 2009

21.16 Alessia Marcuzzi entra per prima nella casa del Grande Fratello (sarà vestita Versace). Fa il giro delle stanze: protagonisti bendati in studio. Tre concorrenti nella stanza delle sorprese, Alessia Marcuzzi esaltata come al primo giorno di scuola da florida ripetente. Parte il GF9 e ci sarà da ridere (o dapiangere)

21.21 Studio nuovo, la Marcuzzi esaltata esordisce con urla venturesche (”L’unico vero inimitabile reality show”). Cristina, 21 anni, da Como, si pone subito come la nuova Alessandra Fico (appariscente, Lolita, provocante come Melita e come un collage di vecchie glorie rampanti). E’ passata dalla sesta alla quarta e a scanso di equivoci è stato un volto noto di Uomini & Donne e Veline. Raccomandata? Eh. Arriva sul tappeto rosso e rischia di inciampare al quarto passo verso la gloria. “Non sei mai stata con un ragazzo per più di un mese” le ricorda (o ci avverte) la Marcuzzi, annunciando la prima sciupafemmine che ci illustrerà il più fervido manuale degli stereotipi di nove anni di Casa. Cristina fa il suo ingresso in Casa ballonzolando pere extralarge: il suo tour a rischio sismico è a tradimento. “Ma ci sono i letti matrimoniali!” urla senza preavviso, la “novella Betty Boop” dice Alessia, essì che sono questi i problemi. Reclama subito omini, la donzella, che poi, visto il curriculum sentimentale, non potrà resistere.

21.27 Nella stanza delle sorprese tre ragazzi non sanno chi sono. Stefano si ispira a Daniele INterrante, chiaramente, e ammonisce i belli palestrati. Nicola Molinari, il terzo occhialuto, sfodera stralunatezza “sono originale” dice lui, e che cosa ne uscirà. Ne entrerà solo uno, ovviamente. E le banalità in collegamento affiorano come trote al cartoccio. Il simil-Toni è quello più loquace, gli altri mostrano sorrisini beffardi in attesa della sorte telecomandata. Il parere di Signorini sarà senz’altro illuminante (sono tre uomini, capirai): a cominciare dall’architetto naif Nicola, “un personaggio che potrebbe creare subbugli di creatività”, poi il bellone palestrato-psicologo Stefano “e allora andiamo tutti in analisi con uno come lui”, e te pareva. Marcello, 31 anni, da Bergamo, esordisce subito da buon fornaio scompaginando qualsiasi consecutio temporum, ha il viso cosparso di farina e farà ridere. 

21.35 Intanto Cristina, la pomp-vamp che “già cominci con gli specchi?” rimbrotta Alessia, dovrà essere arruolata per intessere uno scherzo a Marcello il fornaio. Si dovrà trasformare in Madame X, puerile sceneggiata da pochi spiccioli. Intanto Marcello sta “realizzando il tuo sogno” e si presenta come ex Taricone, con mani nelle saccoccie e fare baldanzoso, ovviamente dei più ripugnanti. Come volevasi dimostrare, entrano pantomime di concorrenti. Nel frattempo Cristina, conciata come la peggio del Carnevale, assiste ai suoni seduta in confessionale mentre Marcello saluta le telecamere (vi prego sopprimetelo al primo televoto utile) e trotta con quel bergamasco urticante fino allo stremo. Viene fatto sedere in salotto davanti ad un filmato di una donna in costume che esce dalla vasca e gli ormoni sono in subbuglio. Incontro e via di naso: recitazioni al collasso. Due parole scambiate, di una banalità sconcertante (si stupiscono ancora di tutto?). Ma la parte più bella saranno le due chicas spagnole del Gran Hermano.

21.50 Cladia, 25 anni, palermitana, la Tatangelo da giovane. Si presenta dentro casa sotto un ombrello aperto: non ha proprio paura di niente. Ha il passato difficoltoso, ci spiega Alessia. Altrimenti che scriverebbero le riviste specializzate da domani? Arriva sulla passerella esibendo i segni del demonio. Intanto Marcello e Cristina si sono rannicchiati in camera da letto per fare scherzi da comari (il disgusto trash sta per affiorare). Sgamati subito, Claudia se ne esce con Cristina dicendole “Sta attenta hai una cosa che esce di fori” ed era una pera, tranquilli, sono già incontenibili. Dopo mezz’ora si capiscono subito le tristezze di questa edizione all’insegna della crisi: Cristina vamp pocciona, Marcello stupido calcolato, Claudia che piange subito nel momento defilippiano con la letterina della madre. “Voglio pensare un po’ a me stessa” dice Claudia, ma lo saprà che tutti penseranno a lei stessa? Esce dal confessionale esibendo il carillon della madre e Cristina la nota dicendo “Ma ha già pianto”! Ma ora si passa alla Spagna, perchè il televoto farà entrare Dorothy o Leonia, che sono nella Casa a Madrid. “hola chicos”: la Marcuzzi sbaglia subito sostantivo ma le sue non se ne preoccupano, barricate nella stanza delle stupidaggini coprendo le sue nefandezze con urla a caso. Le due sono in realtà insieme ai reduci. Chici, la nana, è il mito spagnolo e si esibisce in una succulenta danza del ventre dai risultati pessimi. Dorothy si sta sgolando, gente malata si esalta alla notizia che una delle due verrà fatta fuori con grande soddisfazione (del pubblico). E’ bello essere rappresentati in Spagna da questa esaltata. Il televoto dovrà per forza far fuori l’isterica pazza dai vestiti sessantottini che mostra un neurone uno che si sta specchiando allo specchio senza sapere perchè si sta specchiando. Doroti (sì, scritto così, come se dice) lavora in creperia a Genova e fa l’artista di strada a Firenze. Leonia, romana, è invece più tranquilla, “la panterona”, la macellaia. 

22.09 “Urlano come due invasate” esordisce Signorini nella disamina delle due malate mentali, soprattutto Doroti, la “figlia dei fiori” hippy che mostra chiari segnali di esaurimento nervoso. 

22.17 Federica, agente di moda, adora le scarpe, veste il cane con occhiali rosa alla Paris Hilton, definita una cagacazzi, “mi piaccio da morire”. Altro collage di banalità. “Un po’ viziatella, come dice lei” e tu, cara Alessia. “Il suo look diventerà un must” ancora la Marcuzzi, attenzione voi stilisti che qua c’è da imparare assai. “E se ti dovessero chiamare Federoca?”: che ridere, un misto tra Heater Parisi e la giovane Meryl Streep, una da non sottovalutare. la casa è “bella come il sole” e via con le urla dopo aver visto i ragazzi e la pocciofila. Pensavate che con le urla avessimo finito l’anno scorso? No, qua l’inquinamento acustico tocca vette abominevoli. I tre maschi sono ancora serrati nella stanza delle sorprese, e sono le tre donne in casa a selezionare il loro preferito. Di nuovo in onda i loro filmati, il primo, quello di Alberto, si è bloccato sul più bello, la regia ballerina. Federica adora invece Nicola, “è un mito”, e in effetti questo ha le carte in regola per sbroccare: “Mi piace fare mille cose per poi pensarle in mille modi diversi”, è l’attestazione definitiva. Le tre donne della casa sembrano osannarlo. 

22.30 La pocciofila Cristina è la prima a dover fare domande ai tre. Per Alberto, “qual’è il valore più significativo nella tua vita” e lui: “La lealtà” e lei: “Bravo”. Ahahahha. Stefano risponde a Claudia sul suo plus rispetto agli altri e lui sputa sulle ciabatte da cervo di Mercandalli, pur senza nominarlo. Federica è la più tosta, chiede a Nicola “qual’è la caratteristica più brutta”, cioè un difetto. Domanda pessima, ma tanto scelgono loro e chissenefrega. Lui da ottimo intelligente risponde stravagamente e firma così il suo ingresso, credo. Ma il peggio sarà per le tre sgallettate: se non riusciranno a mettersi d’accordo, una delle tre verrà eliminata dal Grande Fratello, sai che goduria. 

22.41 Cristina già vede un futuro per Nicola, potenziale zimbello della Gialappa’s Band. Al momento della nominazione, Nicola non sa neppure di essere Nicola, le ragazze affidano la patata bollente a Cristina che assoultamente a malincuore annuncia il vincitore della sfida a tre. Lei voleva spupazzarsi il belloccio, gli toccherà “il mito”, il mito di Federica. Ed è un mito davvero: non sa che quella là davanti a sè è la porta rossa. Federica esaltatissima, “devi ringraziare me che ti ho voluto”. Sai quanto salterà Cristina (e quanto salteranno, di contrappeso, le pere). Alessia chiede loro “perchè avete scelto Nicola” e la bocca della verità Federica è frenetica: “perchè gli manca una rotellina”. E’ intanto commiato per i due esclusi definitivamente, due che si credevano belli da morire e per questo ineliminabili. Ma attenzione, forse Alessia tira fuori la scappatoia. Intanto arriva Daniela, la pasionaria, l’unica arrivata subito alla porta saltando tutte le selezioni. Sclerava durante le proteste contro Cai agitando i cappi, e nel filmato diventa di tutto, e l’ipocrisia impera. Manterrà un minimo di aplomb? Ricordiamolo, è stata scelta dagli autori, saltando i provini: se volevate una prova che testimoniasse eventuali magheggi, eccola qua, santo cielo. Federica e Cristina diventano subito personaggi da seguire con attenzione. Ma torniamo alle due malate spagnole, scoperte venerdì sera a Matrix. 

22.52 Fabrizio? Il maggiordomo di Casa Savoia, codino biondo “che devo raccogliere la cacca reale”. Il nuovo Mercandalli con un misto di Jonathan. Dal rapporto pessimo con le uova: “assomiglia vagamente a Emanuele Filiberto degli anni 80″ dice Signorini che snocciola scampoli di memoria. Sulla passerella compare pure un samurai, deputato a tagliargli il codino. “Chi si nasconde dietro la maschera da samurai? Bechkam?”: la Marcuzzi scodella la pulce, e considerando che è del Milan, del presidente Berlusconi che a sua volta è presidente Mediaset, eh, mi sa che c’ha preso. 

23.04 Macchè, è il Cummenda. Che vorrebbe tagliare il codino con la spada, no, con le forbici “che ho portato da Londra”. Fabrizio è dubbioso ma poi accetta. Il Cumenda ci va leggero, taglia una sforbiciata di 10 millimetri che è nulla, ovviamente. La Marcuzzi rimbrotta il Cumenda, taglia di più santo Cielo. Ma basta poco e via nella Casa. Il Mercandalli ha tagliato MALISSIMO e asimmetricamente i capelli di Fabrizio, un taglio ultrasbilanciato. I suoi futuri coinquilini si stupiscono della sua altolocata collocazione lavorativa. Eccolo, un calciatore, Marco da Ferrara, “assomiglio a Tom Cruise per un fatto di età”, modesto il tipetto, capello sbarazzino sul lungo. Fa il portiere e ovviamente fisichino da visibilio: “Sono innamorato di Marco Mazzanti”, lui stesso, of course. Mille arie attorno, nessuna ragazza gli avrebbe mai detto di no, sburronaggine a spare. Federica ha subito visto che è figo, Daniela la pasionaria non riesce a staccare gli occhi di dosso.  

23.13 Entrerà anche Gerry, ecco la clip. Bel ragazzotto, peccato che non abbia la vista. Signorini filosofeggia sulla cecità, ora Vanessa, milanese, che inciampa sul red carpet, duetto con la mamma e dosi di lacrime. Gerry però non è ancora entrato, ci dicono, e chissà. 

23.26 Il montenegrino Ferdi, ora a Pesaro, eccolo qua: subito la storia strappalacrime. E le lacrime ci sono sul viso, ma parla perfettamente italiano. Anzi, pesarese. Faccia simpatica, può sorprenderci. Di nuovo Signorini maneggia banalità su rom e zingari, è chiaro che questo è un caso limite su cui riflettere. 

23.33 E’ il turnodi Anna Chiara, farmacista di Napoli, che vole un omo. Ed eccolo il surfista scampato alla morte: romano, 37 anni, vive alle Hawaii da 15 anni e ha rischiato la vita colpito da un lampo. Pessima sceneggiata, idem la povera Anna Chiara che verrà sbattuta fuori al primo pettegolezzo. E lui è l’uomo dalla mascella furente. Anna Chiara inquadra subito Ferdi, no, Nicola, anche la Marcuzzi si sbaglia. Ma è ora del verdetto spagnolo: entra Leonia! Botta nei denti a Doroti, eliminata con un verdetto sprezzante e rimasta di stucco. 

23.53 C’è Gianluca, l’imprenditore napoletano trapiantato ad Hollywood, altro college di banalità condite di modestia farlocca. Esaltatissimo, il vero Playboy all’urlo “Napoli! Napoli!”, macchietta irruenta e fastidiosa da sbattere fuori alla prima porta aperta (al ritmo di “This is the life” perchè è anche americano, diamine). In un rvm sta disquisendo di carattere, Frank Sinatra, snocciolando un inglese posticcio e banale, si dichiara il nuovo playboy contro i pagliacci, ma che roba squallida (”sembra uscito dai Soprano’s” dice Signorini, che gode vedendo ’sto napoletano verace”). Ecco una mangiafuoco, Siria, 31 anni. Che in passerella arriva con un amichetto, un delizioso serpente, Valentina. Siria irrompe con l’animaletto in casa e Anna Chiara è in preda alle crisi convulsive, scappando in ogni dove in questa casa dei mille segreti. Ferdi la protegge invitandola in camera, bel marpione. Il serpente è in gioco: potrebbe rimanere in casa, per la disperazione della napoletana che sclera al solo pensiero di conviderne il bagno. Claudia prova a mediare, e Marco la butta lì: “Possiamo tenerlo in altra forma”, tracolla, borsetta, e gli animalisti ringraziano. Altra possibilità, by Marcuzzi: “Il serpente può andare anche nello sgabuzzino”, oppure che so, nel forno, arrosto. Ma qual è il senso della presenza di questo serpente, se non alimentare becera crudeltà? 

0.15 Avevamo lasciato Stefano e Alberto ad essere sbeffeggiati da Nicola, scelto dalle donzelle in avvio di puntata. E ora uno dei due entrerà, si pensa. Il Grande Fratello decide e tocca ad Alberto entrare in Casa. 

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La Talpa 3: il liveblog della finale!

27 Novembre 2008

Dopo otto puntate a disquisire su chi possa essere la famigerata Talpa, il reality-show di Italia 1 arriva alla sua conclusione con un’inedita finale a cinque: Franco Trentalance, Karina Cascella, Clemente Russo, Pasquale Laricchia e Melita Toniolo. Chi sarà il traditore e chi si intascherà la vittoria finale?

21.09 Paola Perego maneggia sullo schermo touchscreen e annuncia i concorrenti rimasti: la finale de La Talpa 3 sta per iniziare. E agisce da ben 1176 ore. Ripercorse da un lungo racconto di immagini che riassume l’avventura che sta giungendo a conclusione (come dimenticarsi degli scleri di Melita contro Pasquale o contro la stessa Karina, un must dell’urlo?). Parte la sigla.

21.13 La Perego continua ad essere vestita malamente (abiti Frankie Morello, ricordiamolo, che pare si esprimano al peggio, giacca dai ricordi zebrati, aiuto). “Non si parla d’altro” (prime derive simonaventuresche), chi sarà questa talpa, la Perego si denuncia esausta mentre scorre gli pseudo-opinionisti, sempre i soliti, e poi uno sguardo agli ex concorrenti. I finalisti, che dovrebbero raggiungere lo studio, sono ritratti di soppiatto dentro una jeep con Clemente Russo che cantava con poco giudizio in napoletano. La Paolona ci ricorda che la Talpa uscirà da una delle tre porte (è sempre stato così). Ma sentite come sta presentando Paola Barale (“mille acconciature diverse”, viva gli hairstylist): la biondona arriva piumata sulle spalle e con un gilet sprizzante oro, e anche qua lo stile si è addormentato nei camerini.

21.16 La Barale è la vera vincitrice del reality: da perfetta snob, si è sbarazzinamente divorata l’ipocrisia imperante conducendo collegamenti e daytime con ingenua soddisfazione. Baciare Trentalance, com’è? La Perego è curiosa, “pare che faccia molto bene” confessa la Barale, che spesso lanciava sos erotici. “Ho cambiato idea su determinati programmi”, prosegue, dando una risposta a chi l’accusa di mangiare sul piatto su cui prima sputava allegramente. “Ti ho fortemente voluta ed è stata una scommessa vinta” si loda la Perego, che ha sudato freddo nelle prime due puntate, incapace di domare una più pruriginosa di lei. La vincitrice? Per la Barale Karina ha ottime possibilità. Intanto entra la busta “superprotetta”, fa capolino un forziere, anzi due, coperti da drappi zulu. Quale sarà la teca giusta? “Se c’è un animale, io lascio lo studio” annuncia già inviperita la Perego. E difatti le piazzano una collezione di serpenti nella prima teca, l’altra di fianco è vuota. E guarda caso la busta si trova sotto il pentolone di squame. Le due Paole elegantemente stanno per passare alla conta, la Perego trascina la fetecchia Tonon al gioco perverso del nascondiglio, e lui, dopo un iniziale momento di schizzinosità, ed incitato da un simil Capponi che gli consiglia “quello più buono, ha già mangiato” corrobora la Perego, agita con imbarazzo il braccio. Ma al primo sfioramento, sbraita. Ne coglie uno in preda a raptus idilliaci, scaraventandolo nella teca vuota. Ora la Perego, “vi giuro, non ce la faccio” esclama, cedendo alle lusinghe sclerotiche di Karina, vera maestra del genere. Alla fine ne prende uno con la delicatezza di un gorilla: povero serpente, volato per aria. La Barale sembra quella più tranquilla e riesce nell’impresa con la delicatezza di una matrona imbellettata. Vincenzo Cantatore? Ah beh, lui ne prende una manciata e oltre, travasandoli con encomiabile nonchalance. E mentre Tonon si bulla al grido di “allora Cantatore potevamo chiamarlo subito”, Cantatore gli fa la finta con un serpentone sotto gli occhi. La busta è recuperata e passa al notaio.

21.27 Chi è la Talpa? Per Tonon è Russo, per Candida Morvillo o Russo o Karina, Cantatore rispolvera la candidatura di Trentalance. “Tre nomi diversi, ancora brancoliamo nel buio” sconsolata la Perego. Tra gli ex concorrenti, Tagliariol puntava su Trentalance, poi ha virato su Melita, per la Bush Clemente Russo, gli Angelucci sparano su Trentalance, Fiordaliso puntava il dito su Russo e ora però non disdegna Melita, la Kamila contro Russo, Simona Salvemini è dubbiosa su Melita, che ha scalzato Clemente dai suoi sospetti. Collegamento con i concorrenti e la Barale, che sfoggia un piumino impellicciato che da domani farà la storia del costume. Arriva il furgone sulla passerella, una strada appaltata per l’occasione. “Non sarà per voi una serata facile”: la Perego lancia subito la staffilata ai concorrenti rimasti, appena usciti dalla macchina. Nulla è come sembra, continuano a dire, e ci sarà “la madre di tutte le grandi prove”: stasera toccherà alla sfida con fuoco e vuoto. Ma prima c’è il test che eliminerà subito uno dei cinque. Parterre gremito di parenti, compresi quelli di Pasquale, e il papà che ricordiamolo, nella scorsa puntata, mescolato col fango, fu scaraventato per aria del figliolo ignaro.

21.36 I concorrenti tardano, ma gli autori avvisano che si stanno microfonando nella zona test. Nel frattempo, amene chiacchierate con i parenti, parlano un po’ tutti. Ma la Barale impera dalla zona test ricreata nello studio a Roma, concorrenti seduti su postazioni avveniristiche per rispondere all’interrogativo ancestrale: chi diavolo è la Talpa? Pasquale scruta con manifesta aberrazione il Mac che ha di fronte, Trentalance continua a professare quella quiete che a molti appare malefica. Con le domande si corre veloce, nessun intoppo tecnologico, Karina sghignazza con soddisfazione. Test completato: il risultato darà la prima eliminazione.

21.45 A freddo uno dei cinque verrà eliminato, “così all’improvviso?” si lagnano Karina e Melita. La Perego non perde tempo e senza un briciolo di pathos caccia Pasquale Laricchia: ma è una finale degna di suspence o una sala d’attesa dove chiamano il numero? Neppure un po’ di freddezza: i tempi, dice la conduttrice, stasera si annunciano rapidi e pazienza se il tutto avviene a scapito della spettacolarità. La Perego insinua il dubbio che il non aver accettato il taglio di capelli abbia decurtato Pasquale di ottime possibilità. Il papà, che parla uguale al figliolo, prova a difendere la sua creatura, ma Sasà Angelucci e Tonon lo braccano, spalleggiati dalla Morvillo che aggiunge fuoco rimarcando il rischio che una delle due ragazze si sarebbe dovuta sacrificare. “E’ un gioco” sentenzia da finta paciere Fiordaliso, ma chiacchiere finite visto che arriva proprio il diretto interessato, ed è subito abbraccio col parentado, fan sfegatato. Sarà la talpa? Alla rituale domanda avanza lo sberleffo, “sì sono io”, ma è credibile come una banconota di 11 euro, e infatti sghignazza con fare libidinoso. Non è la talpa, e quando mai in effetti avremmo potuto sospettarlo. Parte rvm di commemorazione, stupidaggini a volontà. “Inizialmente volevo solo giocare” racconta Pasquale alla resa dei conti con Paola Perego, “è stato difficile fare scelte forti” richiamando la tentazione alla quale era franato, ma siccome ha sistemato alla peggio il microfono, la Perego si deve alzare per sistemarglielo correttamente (ricordi dell’indimenticabile Bree Van De Kamp?). Punzecchiato sulle paure, la Perego nota come Pasqualone sia riuscito brillantemente sfidando ciò che temeva: avrai mica “caricato troppo” il questionario? La spiegazione del Laricchia, come vuole la tradizione, morde il vocabolario. La Morvillo l’attacca sulla poca galanteria, accessorio indispensabile per chi si ritiene vero uomo (e il narcisismo si spreca nel Laricchia): “Hai zero sex appeal se non hai rispetto per le donne”. La Morvillo avanza punte sagaci di acidità, Pasquale si difende scartabellando richiami di parità di sesso e non è del tutto fuori luogo. “Uno o è un gentleman o non lo è” sentenzia Fiordaliso, ma abbondano richiami morali a scapito della lucidità della visione di gioco, però tanto siamo alla fine della fiera e i mercanti del nulla smerciano più volentieri le proprie idiozie.

21.59Dobbiamo accogliere una famiglia straordinaria”, annuncia la Perego: non sarà mica quella Zulu? Eggià, alla faccia di tutti gli antropologi, eccoli sfilare gli ultimi baluardi della civiltà pura, da oggi a tutti gli effetti integrata nel cortocircuito massmediale. Cantano la propria sigla in versione karaoke (roba da puristi dello svenimento) e ricordiamolo che giusto sette giorni fa avevano scoperto telecamere e televisione. “Loro sono anche un po’ spaventati, in Africa non hanno televisione e corrente elettrica (ma va?)” continua la Perego, “non hanno mai preso l’aereo (ma va 2?)”: ma lasciarli lì pacifici e beati sarebbe stato così osceno? Domani esigo diatriba tra esperti del settore. By the way, la serata scorre bene senza intoppi o mistificazioni di sorta. La famiglia ci teneva ad offrire la propria birra, che tocca agli opinionisti: una del clan si inginocchia davanti a Cantatore, in preda all’esecuzione del sacro rito, e la Perego sorniona: “Questi sanno cosa vuol dire l’ospitalità”. Poi tocca alla Morvillo, ma si rischia l’incidente diplomatico: la direttrice di Novella 2000, strizzata in un vestito rosso che poco lascia al movimento, non può certo adagiarsi a cavalcioni. La Perego fiuta il disagio e avvisa: “Puoi spiegarle che non può inginocchiarsi sennò le si vedono le mutande?”. Sublime.

22.12 Si ritorna dalla pubblicità con la Perego in diretta in esterna (come Bonolis ai bei tempi di Ciao Darwin) e la Barale sopraelevata. Bisogna bruciare tutti i totem per recuperare lo scudo: si è capito solo questo, “è dura ma è l’ultima prova” dice la Perego. Sarà pure dura, me c’è stato decisamente di peggio. I totem dovranno essere bruciati lanciando una pesantissima palla da incendiare prima. “Ci scaldiamo un po’ così” esclama sarcastica la Barale, che torna a respirare il Sudafrica. I concorrenti tirano con una fune di acciaio la palla, per poi lasciarla al massimo della forza affinchè in velocità colpisca un totem. Ma per ora manco sfiorati, e in più al ritorno della palla bisogna essere abili a scansare le fiammate. Primo totem ustionato, la Barale consiglia ai finalisti di cambiare posizione e in effetti i miglioramenti si vedono. La Perego maneggia l’ironia: “Trentalance, sta attento ai capelli”. I lanci sono però debolucci, “dovete metterci più forza” consiglia la Perego, ma il tempo corre e non sarà facile completare correttamente la prova. La Talpa sta agendo ancora? Il totem si deve incendiare, non basta la toccatina, la Perego a tal proposito cerca di stuzzicare la clemenza dei giudici. Forse non serviranno riunioni in camera di consiglio, i totem da abbattere sono tanti, altri sei da abbattere (i due colpiti vengono considerati buoni). Un altro all’appello, ma con cinque minuti restanti ce se sono altri 4? Clemente Russo rischia la scottatura al ritorno della palla e se la cava strisciando all’ultimo momento sul suolo riscaldato. Karina si sta sdoppiando, Melita sembra più in difficoltà: sarà lei la talpa? Altro totem abbattuto, due rimasti, “ce la potete fare” ottimista la Barale. Eh, se basta toccarli, siamo capaci tutti. E infatti ne manca solo uno, di totem, e con due minuti a disposizione non sarà difficile. La prova infatti viene superata con largo anticipo, scudo recuperato da Clemente Russo a due millimetri dal fuoco rotolante che lo sfiora di ritorno. “Karina, non ti sei lamentata quasi per niente” la spizzica la Perego, e lei, per non farsi mancare nulla, urla al microfono. Ah ecco, c’era la sola: la grande prova arriva ora. La Barale sbraita dall’alto, “voglio scendere” e fissa la telecamera con fare sbarazzino. “Io non ho visto niente” confessa la Perego considerando un eventuale attacco della talpa nella prova. Melita addirittura azzarda il coinvolgimento zero in generale nelle prove della temuta spia. Rivedendo le immagini in replay, Clemente Russo adocchia il rischio che si è preso, “hai rischiato di prendere fuoco due o tre volte” lo rincuora la Perego. Cantatore non si aspetta una talpa troppo attiva questa sera, visto che ormai il dato è tratto, ma non lesina sospetti su Russo e Trentalance, e Clemente pure si applaude dopo il riconoscimento del collega, che l’ha visto decisamente in palla (le ultime prove del Russo hanno parecchio peccato). Tonon spalleggia Cantatore. Clemente rimpiange la mancanza di uno forzuto come Pasquale e Karina avanza la parola Cuore a giustificazione del grande successo della trasmissione. “Non è che sei tu la talpa, Paola?” ridacchia Cantatore, vedendola in mezzo a Karina e Trentalance, ancora impassibile.

22.36 Puntata viva, una finale sicuramente mozzafiato. La Barale si lagna ancora perché dovrà salire in alto, ma s’è barricata dentro un costume di King Kong. Sale la Barale, “sembro la Befana”, dopo aver esclamato “ma il microfono dove lo metto?”. La prova ruota attorno alla vertigine: i concorrenti dovranno salire su una scala di pioli alta come sette piani di un edificio, tutto in 15 minuti. Karina manifesta le sue perplessità, mentre Melita garantisce massimo servizio. I primi a partire sono Trentalance e Russo. La Barale avverte: più si muovono i concorrenti, più muovono la scala e inoltre alla lunga sarà sfiancante staccare e riattaccare i moschettoni che li assicurano alla struttura. Karina mostra subito le prime difficoltà e rischia di prendere stivalettate da chi la precede. Clemente “sale come una scimmia” fa notare la Perego, ma Karina fatica a seguire le rassicurazioni: se non si arriva in alto tutti insieme, addio gloria. Anche Melita manifesta segnali di stanca. “Non guardare mai giù” consiglia la Perego a Karina, ultima del gruppo ma non troppo lontana dall’impresa. 15.000 euro in palio, fallire è un peccato. Clemente e Trentalance spronano Karina, che si agita e non siamo neppure a metà della scala, mentre Melita, “la fidanzata di Eva Chent”, scodinzola ritrovando un po’ di coraggio. Le fiamme intanto salgono sulla fune sinistra, la Perego consiglia di “accelerare le operazioni” ma andatelo a dire a Karina, ultima ruota del carro ma con grinta da vendere senza sconti, opportunamente apprezzata dalle conduttrici. Karina avvisa di sentirsi male, in effetti l’altezza inizia a farsi considerevole, “la metà è stata superata” incalza la Perego, che prova a sostenere soprattutto le donzelle, più in difficoltà. Karina pian piano prosegue, Clemente incita tutti, arrivato per primo al primo piolo. Il fuoco è ancora lontano, il gruppo sempre più vicino alla meta. Karina si sbraita, le manca un paio di pioli ma nessuno le fa spazio all’arrivo. Prova superata: la talpa avrà agito?

22.52 Karina “non sta bene”, i ragazzi si sbracciano per sollecitare la discesa rapida della scala. “Karina perde le forze” annuncia Trentalance, e improvvisamente ci sono problemi con la gru (la talpa è uno degli autori?). La Perego, che pensava di poter parlare liberamente coi microfoni, ora armeggia un megafono e avvisa i concorrenti delle difficoltà logistiche. Che ora diventano imbarazzanti, anche se “non è nulla di pericoloso per voi”, insiste con le rassicurazioni la Perego. “Problema risolto” urla la conduttrice, mentre la Barale maliziosa insinua infiltrazioni talpesche nella gru. Notizie di Karina? I fari la illuminano in lacrime e con gli occhi sgranati: per una che teme la vertigine, non è proprio una goduria. Intervengono i vigili del fuoco per sedare le fiamme, che nel frattempo avevano contaminato i pioli. La scala scende, anche se a rilento, le rassicurazioni delle conduttrici a Karina si sprecano. Lei poveretta non riesce neppure sganciarsi e una volta liberatasi, esibisce un muso da manuale, irrigato da trucco lacrimoso. “Non sei contenta?” perseverano le Paole, alla fine anche Karina si ammorbidisce e si permette un sorriso. Il montepremi del gruppo sale a 104.500 euro e supera il bottino della Talpa, fermo a 95.500 euro. Acqua e zucchero per Karina, grazie. Rvm che raccoglie tutte le prove del reality, Paola Perego ritorna in studio ed è molto apprezzabile il coinvolgimento della Paolona nel gioco, rendendolo/a più vero/a e a misura del telespettatore.

23.06 Il fiatone continua ad alitare attorno alla Perego, mentre il dibattito sulla Talpa prosegue. La Morvillo sospetta Russo, il migliore della prova, mentre per Tagliariol occhi puntati su Melita, che a suo dire ostacolava Karina nella lenta salita. Perego chiede la moviola, “Karina ha preso dei calci”, ma poi arriva Pasquale a smorzare le accuse: “Dirlo da seduti è facile”. “La Talpa agisce in modo perfetto” constata Sasà Angelucci, che sbaglia i conti nel bottino della spia, e anche Cantatore sposa la tesi di una Talpa impeccabile, “che non può perdere il bottino per l’ultima cifra”, il senso s’è capito. Un altro finalista verrà eliminato, lo strumento è sempre il test. Trentalance interviene per chiarire le difficoltà di salita, adducendo motivazioni di accoppiamento decise dai giudici: tutta questa giustificazione tradisce nervosismo? Intanto il test questa volta verterà sulle confidenze che la talpa stessa ha fatto ai finalisti. Domande molto personali, Melita alza mani sulla fronte, in vena di disperazioni. Non ci eravamo accorti che la famiglia Zulu fosse rimasta in platea, “sono felicissimi” dice il traduttore, sì come no, mentre Pasquale abbraccia il nonnetto che è pazzo di lui. Siamo al risultato finale: l’ultima eliminata è Melita Toniolo. Sorpresona. Rimangono in gara Karina, Clemente e Franco. Fiordaliso scuote la testa, “per me doveva vincere Melita”, che in effetti era risultata uno dei più sospettati.

23.23 La Perego congeda dal gioco la Barale, che avrà a disposizione una poltrona tutta per sé: ha le fattezze di una decolletè panterata. Sta per entrare Melita al grido di “Finalmente a casa!”. E la Diavolita dov’è finita? “Quando lavoro sono finta, quando non lavoro sono vera” puntualizza Melita, apprezzata contabile dello showbiz. “Ho giocato con il cuore, senza la testa” prosegue, e la Perego: “Hai fatto un figurone”. Tonon mette alla berlina l’eccesso di buonismo tipico delle ultime puntate dei reality e se la prende con lei quando attaccò con le mani al collo Pasquale: “La violenza così dura non è mai giustificata”. Fiordaliso irrompe per smentire, “tu sei un cattivo esempio” risponde Pasquale, parte in causa della rissa a due. Fiordaliso argomenta: “Ci sono stati momenti con Pasquale perché è veramente pesante”, l’interessato si alza in piedi, idem lei, che pretende ancora il microfono, il Laricchia cammina su e giù per lo studio, è un mito. Pasquale “decido io cosa devo dire” insiste su “certe cose non si fanno”, Melita ribadisce di aver già chiesto scusa, la diatriba si infittisce. “Purtroppo sei piacevole solo se preso a piccole dosi” gli rinfaccia Simona Salvemini, ma Pasquale, ancora in crisi di postura, è inarrestabile. Fine delle discussioni, Melita va ad abbracciare il nonno Zulu.

23.35 I tre finalisti sono pronti a fare irruzione nello studio. La prima è Karina Cascella, l’abbraccio iniziale va subito a Sasà, bacini di soddisfazione. Saluta gli opinionisti, si definisce spaesata e la Perego le illustra tutti i meriti: ha superato tutte le nomination, un record storico. “E’ una ragazza che non ha paura delle sue emozioni” la elogia la Perego. Ora arriva Clemente Russo, “il nostro gladiatore”, che brandisce un mazzo di fiori. “Avete fatto le signorine” ironizza Cantatore, che lo punge sul complotto contro le donne, di fronte al quale Clemente non si mostra affatto sorpreso (“E’ un gioco”). “Non sei un galantuomo” lo punzecchia la Morvillo, che disse lo stesso a Pasquale. Interviene anche la Perego a sostegno dei maschioni: “Non si può dire che hanno fatto le femminucce, le prove erano dure”. “Ha perso il pelo ma non il vizio”: la Perego annuncia Franco Trentalance, e si potrebbe disquisire a fondo su cosa siano pelo e vizio nel siffatto caso. La Perego ricorda che tra questi tre qua c’è la Talpa, e Karina urla “ma dai!”, sarà un modo per depistarsi. Se la Talpa fosse Karina, ci sarebbe da ridere a lungo. Trentalance rigetta le accuse riguardo alle difficoltà fornite agli avversari nella prova della scala, ma Sasà non accenna affatto a desistere, e pure Karina gli si mette di traverso: “Dire che Franco l’ha fatto apposta è troppo”. Natalia Bush vuole aggiungere un posto a tavola e Franco non usa mezzi termini: la voglia di passare al dessert è grossa. Vediamo la cerimonia di investitura: Karina guarda la busta un paio di volte, Trentalance guarda e scappa, Russo non accenna a reazioni: la Perego punta sul fatto che entrambi sono rimasti a testa bassa, però dice anche che sono in due ma la talpa è una, e quindi continua beatamente ad essere fuori strada.

23.55 Ultima dichiarazione di innocenza, Paola Perego già se la ride chiedendola a Karina, Clemente rivendica il suo massimo impegno, Franco cerca la discolpa,“non sono né al Pacino né Robert De Niro”, “l’attore hard non simula”, non può negare l’autocontrollo ma non riesce a sviare del tutto i sospetti. Paola recupera i risultati alle domande fatte loro e cerca il riscontro in diretta questa sera, con la dottoressa Bruzzone (dai tempi di Buona Domenica è una fedele abbonata) che contatterà i tre finalisti mentre risponderanno, leggendo così la verità attraverso le oscillazioni termiche del volto. La prima domanda per Karina riguarda i suoi malori: la macchina nega qualsiasi artificiosità e subito il confronto si sposta su Tonon, che di questo l’aveva additata, definendola “tarantolata”. Si prosegue: non ha mai tradito un’amicizia, secondo la macchina, e alla domanda se sia la talpa Karina risponde no, e il riscontro tecnologico non manca. Ora siede Clemente Russo: sul patto con Laricchia per raggiungere la finale non nega il magheggio (“Il gioco è la Talpa”) e si dichiara pronto a mentire per vincere, così è nonostante difficoltà di rilevazione. Sarà lui la talpa? La risposta è tendenzialmente falsa. “Cosa vuol dire?” si chiede la Perego e la Bruzzone: “secondo i parametri la risposta è tendenzialmente menzoniera”. Franco confessa di aver votato qualcuno per antipatia, e la macchina attesta la sua sincerità. Su Paola Barale confessa di aver provato attrazione (e da fuorionda la Barale pizzicata commenta: “E dirlo prima?”): ma sarà la talpa? Il computer termodinamico lo tradisce: il suo no viene giudicato come risposta tendenzialmente falsa. A Tonon non tornano i conti, ma mantiene la candidatura di Clemente Russo, anche la Morvillo non modifica il suo orientamento, ma attenzione a istigare Russo. Prima che i tre si nascondano dietro le porte, la talpa aveva lasciato un messaggio: “Gli ultimi giorno sono i più pesanti, tutti sospettano di tutti, mi sento sempre sotto inchiesta”. Si evince però un riferimento alla classifica di gradimento del pubblico: sarà Karina? Ma la scrittura pare maschile.

00.11 Le tre porte sono pronte: la talpa si paleserà e uno dei due concorrenti rimasti vincerà il gioco. Chi è la talpa? Paola Perego non si tiene più dall’emozione, fine della musica, si apre la porta: è Franco Trentalance! Che ora ha una crisi emotiva in mezzo allo studio. Franco tenta giustificazioni, ma ci tiene a ribadire di aver provato stima sincera dei propri colleghi: giù applausi. Entra il notaio per la conferma: la talpa era Franco. I cinque si riuniscono in cerchio attorno a Franco. Tra Karina e Clemente è sfida al televoto: ma non avrebbe vinto chi si sarebbe smarcato dai sospetti del pubblico?

00.24 Ora Franco di fronte alla Perego. Vediamo le azioni della Talpa nel corso dell’avventura. Franco sgama l’aiuto principale: il logo de La Talpa è in effetti composto da tre lance. Una stupidaggine, a cui io mi rifiuto di credere. Altro filmato sugli indizi. Tonon si confessa depistato, la Morvillo pure. Ora se il pubblico non lo ha individuato, Trentalance vince il bottino della Talpa. Peccato, il pubblico lo colloca al comando della classifica dei più sospettati e non becca una lira. Ora uno tra Karina e Clemente si intascherà 200.000 euro. Karina, per la Morvillo, ha messo in gioco se stessa, superando tutte le paure e la convinzione di essere odiabile, ergo merita la vittoria finale. Karina apprezza la solidarietà, ma, dice, “non penso di meritare più di Clemente”: il merito è equamente diviso. I filmati di ricordo? Quello di Karina ha urla come colonna sonora.

00.49 Karina di Aversa, Clemente di Marcianise: è un derby campano. Ma scoop: c’è il filmato che racconta il viaggio della famiglia Zulu nella casa di Clemente. “Grazie agli autori che hanno gestito la bestia”: Karina accenderebbe un cero per scusarsi del suo caratterino mentre ringrazia autori e compagnia bella. Imbeccata sui suoi sospetti, Karina racconta come avesse colpito subito l’attenzione su Franco. Ma il momento della proclamazione arriva. Il pubblico ha deciso, ma proprio mentre si attende il risultato e nessuno si aspetta il colpo basso, improvvisamente si palesa a tradimento la grafica con il faccione di Karina Cascella e il gingle in clamoroso ritardo. Silenzio in studio, poi musica trionfale e boato: vince Karina con il 54% dei voti. Esplosione di coriandoli e un siparietto che coinvolge Candida Morvillo, perfidamente inquadrata dalle telecamere: la direttora raggiunge Paola Perego sussurandole all’orecchio che ia vittoria di Karina coincide con l’anniversario della morte della madre. La conduttrice aspetta qualche secondo e coinvolge nella rivelazione la stessa Karina. Sarà tutta una coincidenza la vittoria della Cascella? Per il momento facciamola godere del successo.

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L’Isola Dei Famosi 6 chiude in bellezza: la diretta in liveblog

24 Novembre 2008

La sesta edizione dell’Isola Dei Famosi si avvia alla conclusione: Simona Ventura ancora una volta dirige una finale scoppiettante e vivace, dove a contendersi la vittoria sono rimasti in cinque: Leonardo Tumiotto, Veridiana Mallmann, Belen Rodriguez, Carlo Capponi e Vladimir Luxuria. Scopri chi ha trionfato rileggendo la cronaca della serata!

21.06 Inizia l’Isola con un succulento rvm. "L’Isola è un libro che parla" racconta Luxuria, ed anche un settimanale di gossip, quello su cui da un paio e più di settimane si spettegola su flirt indiscinti. Il Capponi appare sventrato mentre si immagina il salto sulla zattera per l’addio definitivo. Musica malinconica, i restanti naufraghi coccolati dalle onde dell’Honduras. Ora ci siamo, sembra.

21.09 Una Ventura trasandata. Al grido trascendente di "Partiamoooooo" compare la luccicosa Simona Ventura, "quelli che non mollano mai", ed è il solito, spumeggiante, tripudio di urla egocaloriche. Bocce in bellavista, caschetto rosso ormai cult, la Ventura è ormai la padrona ecumenica di questa isola. All’aeroporto ci sono Magnini e Facchinetti (Facchinetti?), entrambi di bianco vestiti, colonnelli farlocchi (sarà un caso che fino ad una settimana fa si volava a bastonate?). "E’ stata un’Isola da paura" esordisce il fu dj, rilucidando il suo celebre slang da giovanotto anziano. Stanno aspettando in una pista privata l’elicottero dei famosi, "inizio a sentire il rumore, dovrebbe arrivare" assicura Magnini, ma se uno sente il rumore dovrebbe perlomeno scorgerlo. Mano sul televoto: Carlo, Vladimir, Belen, Leonardo. Dicono si profili un duello Capponi-Luxuria. Ma siamo all’rvm capriccioso del meglio dell’ultima settimana: Belen ormai rassegnata ad un roseo prosieguo da single, Banana Carlo acido nei confronti della sellerona regale Patrizia De Blanck.

21.16 Ricordiamoci che la Venier è fresca scampata ad un incidentone stradale (ma non dal lancio della malaugurata linea di gioielli dal nome MyMara che senza dubbio le ha portato benone). Luca Giurato parte ovviamente con le gag, si parla del galà della settimana prossima ma indugi distrutti dall’arrivo dell’elicottero dei finalisti.  Simona si mette le mani avanti: "Mi dicono che Capponi sia già agitato" e di rimando la Venier: "Eh, piange già", iniziamo bene. Il Capponi con lacrime scintillanti sfoggia pantaloni all’ultima moda, con quel tartan versione pigiamone che fa ben sperare per la vittoria. Gli altri raggiungono Magnini maneggiando sacchi di iuta. "Siete stati grandissimi, ci avete fatto emozionare, vi vogliamo un mondo di bene" è il corollario di stereotipi di Simonita. Meno bene forse al cappuccio simil Babbo Natale ma di blu di Belen, che guarda stranita il paesaggio. "Vladimir, le mutande della Marini dove sono?" "Bisogna arrangiarsi, le ho messe in testa": è il duetto Simona-Luxuria.

21.24 Alessandro Feliu, ultimo eliminato, skipper emaciato, piomba nello studio ed è subito abbraccio feroce con la mamma. Il buon Feliu non è riuscito a battere Luxuria, alla quale il gossip di rimbalzo ha dato una grossa mano. Ma il nemico più insidioso è stato il Capponi, "uno strano", dice Ale. E Simo lo chiama subito in causa e il Capponi diventa buon pagliaccio, via alle facce strane. Anche Luxuria si schiera con eleganza contro lo skipper, che "ha mostrato anche un po’ di egoismo": lucidi e per nulla intimoriti dall’essere stati chiamati in causa dalle manfrine. Ma siamo in un reality e, fa notare Simo, manca qualcuno, cioè la sua fidanzata Brunella, "che si è offesa per l’amicizia con Belen", e quindi la dolce metà (per il momento almeno eh) ha disertato la reunion, "non è voluta proprio venire", rimarca la Simo. "Siete tutti amici, e un pensierino non è venuto a nessuno?" è lo show di Giurato, che giustamente si chiede se questi ormoni siano stati davvero sedati, perchè parlare di amicizia con la Belen è quasi eresia.

21.37 I naufraghi rimasti sono ancora parcheggiati, e affiancati da un sempre più ebete Magnini, sulla pista deserta di Milano. Simo fa partire i trementi trenta secondi: uno dei quattro è pronto a farsi da parte. Ciavarro e Rubicondi in primis poi tutti di fila indicano Leonardo Tumiotto come papabile eliminato, comprese le gemelle assassine, ribattezzate dalla Ventura Bibì e Bibò, amanti delle burle col peperoncino. Pamela Prati che dice, "in tema di tettate e fisicame?". Eh sì, ciao Tumiotto. La Venier non è ancora entrata nel vortice della pazzia, ma alcuni segnali sono inequivocabili: "La Belen è una donna di… carattere", e i gesti che mimava non erano proprio innocenti.

21.41 Siamo alla prima rivelazione. Passa Belen, tra qualche no stizzito, va avanti anche Luxuria, che dall’inizio della serata esibisce con rinnovato fervore i 54 denti. Ora tra Tumiotto e Capponi (il favorito, ricordiamolo). Capponi ancora ha tempo per discorrere e in studio si ride sulle sue disquisizioni: una faccia da star, mima l’impossibile da attore consumato. Eddai Ventura, su. Addio Tumiotto, la faccia congelata di Capponi è da incorniciare in monastero e da studiare accuratamente, perchè oscilla crudelmente tra costruzione scenica e compassionevole innocenza.

21.45 Ora lo studio accoglie Veridiana Mallmann, "la fidanzata di Tumiotto, con due punti interrogativi" la descrive Simonita, e Peppe Quintale, a cui lo stecchetto dell’Isola ha fatto benino, a ben vedere il girovita (-12 chili, in tempo di crisi è un miracolo). "Con un cognome così, che speranze c’avevo?" la butta lì Peppe, che racconta come i suoi chili di troppo non dipendano dall’eccessiva golosità, ma è fatica uscire dal vizio altrui della derisione. Su Veridiana Simona tocca con voracità il tasto della liason tra l’ex velina e Tumiotto, in croccante odore di frequentazione. Ora pubblicità.

21.52 Momento Carràmba: prima Veridiana riceve l’rvm del fratellone Leandro che si è sposato proprio mentre la sorellona soffriva in Honduras, mentre Peppe Quintalone sfodera le lacrime guardando il figlioletto che sgambetta prima sul monitor e poi in braccio alla mamma. Veridiana illustra il braccio ustionato, ma è il momento della prova immunità e c’è Facchinetti a giostrare "la capanna dello zio Tom" quando siamo tre gradi sotto zero e lui annuncia l’arrivo dei "naufraghi dei naufraghi": e chi sarebbero? Ma sono sempre quei tre, ovviamente. Facchinetti fa le prove per il ritorno di X-Factor e spodesta subito la Ventura: diventa immediatamente urticante. Nel filmato Belen s’immagina già un lunedì da leoni (bisticcerà con il fidanzato Marco?), mentre Capponi non vorrebbe firmare autografi, ma mai che non sia, da un attore consumato qual’è diventato.

22.04 E’ troppo finta la rappresentazione di Capponi, che dà del ciccio al lì presente Facchinetti, che subito s’infittisce perchè Carlito pensava ad Aida e alla lora liason di 3-4 anni fa. La scontatezza del Facchinetti è nauseante, si è già impadronito di tutti gli stereotipi del mestiere (ed è una faccia nuova, evviva) e li sa snocciolare con supponenza inaudita. Ma il momento più bello (macchè prova immunità) sta per arrivare: il ritorno della contessa Patrizia De Blanck, l’unica inimitabile caciarona de Roma, in forma strepitosa, bisogna riconoscerlo.

22.08 Accompagnata dalla figlia Giada, naufraga della prima edizione, Patrizia è avvolta in un vestito blu che la rassoda con goduria. Baciotti con Giucas Casella, saluti a tutti, ma quanto trucco santo cielo. "Mica m’avevi detto che andavo a fare Indiana Jones o Apocalypse Now" dice la contessa alla Simonita, ma avrebbe dovuto saperlo che non sarebbe andata in crociera tra i nababbi. Simona rivanga il mavaffanculo spedito all’indirizzo di Pappalardo nella prima edizione, e lei confessa che lo risparebbe tale e quale. L’rvm ci rispedisce nell’affetto tra Patrizia e Carlo, affetto e scaramucce. Che gesto aveva fatto Carlo? No, Patrizia agognava la sua felpa, indossata dal Capponi, che alla fine era rimasto senza felpette per una settimana. Patrizia affila le unghie brandendo le sue difese: la felpa è un ricordo affettivo di Giada, di una persona che ora non c’è più (e giù fischi pretestuosi). E’ la polemica che monta, la De Blank rispolvera l’artiglieria pesante proprio dai tempi delle sparate a Pappalardo. Ma tra la refurtiva c’erano anche i pantacollant bucati che Vladimir restituirà  in faccia alla contessa, "pezzente" dice la Luxuria ed eccede (eh sì, ex parlamentare). "Stare vicino a Vladimir ti ha coercizzato il cervello" insiste la contessa contro Carlo, e il duello con Luxuria si infiamma. Ancora contro Banana Carlo: "Sei un falso", e lui: "Patrizia ti devi vergognare, ma tu ti droghi?". Benvenuti al momento trash, la contessa si sente apostrofare come strega da un Capponi infervorato. Il linguaggio diventa sboccacciato, ma se è più o meno accettabile che la guerra possa sostenersi tra due buffoncelli come Patrizia e Carlo ci sta bene, meno che ci si metta di mezzo pure Vladimir buttando alle ortiche il bonton da ex onorevole. Le lacrime (finte?) di Carlo riportano tranquillità e dolci parole, peccato che Vladimir riporti un po’ di pepe denotando la poca generosità dietro le telecamere di Patrizia. Ma Simona vuole sapere il significato della felpa, perchè "mi sembra doveroso" (ma nei confronti di chi?), ma Giada non si adagia nell’invito della Ventura che cercava chiarificazioni maliziose scavando nell’intimità della contessinasul significato mistico della felpa della discordia. "Mamma, diglielo che gli vuoi bene", esorta la figlia a Patrizia, ma anche chissenefrega. Volano ancora malintesi tra Patrizia e bradipo Vladimir, e ci vuole una Ventura stizzita (ma davvero?) per placare le ire neppure così funeste della contessa. "Ti pregherei di finirla qua, siamo in finale" prova a mettere il punto decisivo Simonita, che lascia la conclusione delle scaramucce a Carlo, "e l’ultimo chiude la porta". "E’ una festa, festeggiamo" carica di felicità Mara Venier, mentre irrompe sulla scena l’inviato Filippo Magnini, uno degli inviati più incapaci della storia dell’Isola (pure Facchinetti, in confronto, raccoglie gli onori, essì che blasfemia).

22.32 Il naufrago più rompipalle? Magnini sfodera saggia incertezza, ma alla fine si salva incolpando chi non c’è, ovvero Leonardo Tumiotto. Ma siamo alla prova immunità, tutti in ginocchio per lanciarsi nella vasca e recuperare i totem in un minuto e mezzo. "Non ti ricordi più, eh" maliziosa la Ventura, a furia di Scalo 76, ma Facchinetti glissa forse volontariamente. C’è di interessante che chi vincerà andrà direttamente al testa a testa finale (ma allora chi vota da casa che diavolo vota a fare?). Una prova comunque poco impegnativa, ma dal risultato decisivo. "Belli questi totem" chiosa ironica la Ventura mentre il Facchinetti deposita quelli di Vladimir sul tavolo per il conteggio trovando pure la battuta sagace: "Li ha fatti Philippe Stark". Otto totem per Luxuria, sei per Belen e Carlo: Vladimir arriverà alla finalissima. E ora il duello si sposta tra Belen e Carlo Capponi, si apra il televoto.

22.51 Tocca a Leonardo Tumiotto raccontare le sue disavventure e non può eludere le domande sulla liason con Veridiana. E neppure sulla prova degli occhialini, dove sono rimaste le perplessità. Chiamato in causa anche Magnini, che per argomentare l’epiteto Rompiscatole riferito a Leonardo si arrampica in difese sperticate tirando in ballo pure l’amico Marco Santi, “Il più gran rompiscatole che io conosca”, saluti al povero Marco. Ma Filippone è di una macchinosità aberrante nelle deboli argomentazioni da pivellino di primo pelo. Sicchè l’accusa di baro a Tumiotto si risolve tra gli applausi in un nulla di fatto, la grattatina agli occhialini non è stata poi così peccaminosa, anche se rimane il baluardo Giurato, “io non l’ho bevuta”. E sullo spintone a Veridiana? Alla fine anche Tumiotto si arrende a tratti, “ho capito di averle dato uno spintone, ma mica l’ho fatto volontariamente”, ah no. Poi compare la difesa: “Ho pescato due mesi e mezzo per tutti e queste cose non vengono fuori”, ma dovrebbe saperlo che “le stupidate” acchiappano curiosi.

22.59 Liquidato senza troppe pretese Tumiotto, e alla fine non si sa se gli toccheranno guanciali o forche, la Ventura torna a stimolare le angosce dei rimanenti alla vittoria: ora il duello è tra Belen e Carlo. L’imbalsamatore Facchinetti fa coming out “o outing, fate voi” e confessa di aver barato pure lui anni orsono nella prova degli occhialini (ma questa prova era un must?). Alla fine il fu Dj si infila sotto la coperta in mezzo ai due pretendenti al trono finale. Giro di nomi tra gli ex naufraghi: Rubicondi confida nell’addio di Carlo, ma per molti sarà Belen a dover abbandonare i burattini, alla fine anche Giucas Casella confessa di adorare Belen, e s’incarta: è la gioia della Ventura. Le gemelline non possono non sparare contro Belen, mentre Giurato è coraggioso e scandisce con orgoglio “voglio Belen vincitrice”. “Purtroppo resta Carlo” è la profezia di Quintale, spalleggiato da Veridiana. Il momento della verità è arrivato. Facchinetti si scansa dalla panca e lascia Belen e Carlo a soffrire, con quest’ultimo che si è già disegnato le imminenti lacrime da spergiurare. Se l’arcano non fallisce, Belen dovrebbe dire addio a baracca e burattini, perché il burattino Carlo è dato vincitrice. Ma vediamo. Colpo di scena, fuori Carlo Capponi, tre quarti di studio esulta mentre i famigliari del Capponi applaudono amareggiati. Uno smacco bell’e buono, ma ancor più estraniante è l’abbraccio da amiche consumate tra le finaliste Vladimir e Belen, che giusto qualche settimana fa si tiravano gli specchi.

23.08 Il Facchinetti si è ormai venturizzato, presentando l’arrivo della striscia dei casting di X-Factor come “il grande talent show targato Raidue”: insopportabile. Ma torniamo all’evento epocale: per la Venier è un colpo di scena, Giurato si dichiara felicissimo in questa finale dove trionfa “l’essenza femminile”, urla la Ventura, e Casella specula sulle sue capacità divinatorie scandendo baldanzoso “so chi vincerà ma non te lo dico”. Intanto la Ventura lo pizzica sulle sue dichiarazioni che vogliono il ritorno del Casella il prossimo anno. Ora lo spazio L’Isola della sventura: gli rvm Rai sono sempre divertenti e non mancano le gufate (vero Mara?) puntualmente avvenute.

23.14 Sta per entrare il terzo classificato, Carlo Capponi, partiranno le comiche, preparate i registratori. Carlo si agita tra la folla e parte il pianto, abbraccio con la Ventura, il pianto dura due millisecondi e poi è discesa verso l’apocalisse, ovvio. Il nipote lo incoraggia: “Ha chiamato Sbirulino, che vuole i pantaloni”. Il pubblico, lo stesso che aveva gioito un secondo dopo l’approdo di Belen in finale, ora lo osanna. Carlo confessa di non aspettarsi tutto questo, e anche la Ventura lo spalleggia, “non ti avrei dato un soldo”, ma la conduttrice annuncia che per il pepe e l’artiglieria ci sarà tempo dopo, intanto l’abbraccio (“molto spontaneo” spizzica Giurato) tra Carlo e la contessa smorza i dissapori. Vai con gli scheletri nell’armadio: Ciavarro ha prestato a Carlo le mutande, che lui ora vuole girare alle sorelle, appassionate dei suoi fotoromanzi. Ma la linea passa all’assaggio di Scorie e al finto Carlo. “Ma perché mi fa la parodia quello stronzo lì?” si chiede Carlo, che alterna pianti finti a risate montate. Momento Carràmba-strappalacrime per il povero (?) Capponi, al quale viene fatto rivangare il passato in collegio a Urbino. Poi è sfilettate con Giurato, al quale Carlo rifila un “parlo un italiano più perfetto del suo” e Giurato, che non è nato ieri, trova l’appiglio buono per rimproverarlo, perché in effetti più perfetto non si dice.

23.39 Forse ci siamo con l’incoronazione decisiva. Magnini è davanti agli studi per ricevere le due finaliste sul red carpet, e tutto intorno la folla che scalda gli animi. La Ventura fa la telecronaca on board camera del percorso della vettura che porta Belen e Vladimir chez Magnini. Una volta arrivate a destinazione, è un tripudio di abbracci con i familiari vari e presunti. “Nella vita ho sempre fatto fatica a farmi conoscere veramente” disquisisce il Capponi, che riceve i complimenti della Venier. Così Carlo si fionda da Mara le schiocca un bacio sulla bocca, ovviamente distillando qualche lacrima, com’è tradizione.

23.47 Entra la prima finalista, “Un fuoco nella sua anima di gaucha” (ma saprà che cosa sta dicendo?), Simona presenta Belen. Che una volta arrivata in studio non sa più dove girarsi. “Non ho mai avuto atteggiamenti di cui pentirmi” confessa Belen nell’rvm: un modo ostinato per scansarsi subito di dosso preoccupanti polemiche? Per fortuna sua se la cava con un generoso richiamo al Terzo Mondo, alla gente che muore di fame. Lo sentiamo arrivare, il benedetto momento Carràmba, fin dalle foto d’infanzia di Belen insieme alla sorellina Cecilia, che eccola qua ora comparire. Venturà, insomma, e lei “arriva dall’Argentina, ma non siamo la Carrà”, nel caso non l’aveste capito, maliziosi. In mezzo al tango, entra in scena Rossano Rubicondi ed eccolo il balletto. Rossano? E il cornuto Borriello? Le gemelline urlano “Sono belli insieme”, proprio loro che avevano furbescamente divulgato la scappatella malandrina. La Ventura rivanga con cipiglio l’intesa tra Belen e Rossano, sicuramente più evidente del filarino con Alessandro o col “gatto di marmo” Ciavarro. “Non mi sono mai bloccata nei miei comportamenti” assicura Belen, ma questo povero Borriello lo vogliamo almeno citare, povero cristo? Ennò, la Ventura la fa accomodare perché sta per entrare Vladimir Luxuria.

00.02Hai rotto tanti pregiudizi, cara onorevole Luxuria” dice Simona, che assapora il colpaccio: sai che botta nei denti agli snobisti un vincitrice onorevole? Nell’rvm Vladimir rinnova i contrasti con Rossano ma rivanga la simpatia per Carlo. Vladimir inizia a commuoversi e tesse le lodi del programma e della conduttrice, brava a spronarla nel partecipare. Parte il video dell’infanzia, l’incursione a Foggia e l’imbarazzante rap di gentaglia non identificata. "Mara Venier è una trans imprigionata in un corpo di donna” dice Vladimir. Giurato la incalza sul possibile futuro in politica, ma lei spegne gli entusiasmi: “Al momento no”.

00.18Belen, per te cos’è la fedeltà?”: una domanda azzeccata, e lei: “Non so che dire”. Il momento della verità è fatto di domande stuzzicanti della Ventura. Ma la Belen insiste col definire Rossano un amico, con possibili evoluzioni: ditecelo chiaro e tondo che Borriello è ormai andato. Simona insiste con il ricordare il testa a testa tra Belen e Vladimir, la quale rinnova la sua stima verso Belen nonostante la diatriba. Più sincera e coinvolta Vladimir, Belen vuole sottrarsi dall’appello pro-suo. Ci siamo, la Ventura riesce a dire correttamente Alea Iacta Est (Il dado è tratto), visto che la settimana scorsa la conduttrice era stata ripresa per la sua tradizionale superficialità lessicale. Ma Simo è ancora più sadica e chiede a ciascun ex naufrago un giudizio sulle finaliste. Alessandro nota con sorpresa la forza di Belen, Ciavarro e  Rubicondi sono più understatement, mentre Casella esonda nei complimenti bipartisan (“Perdi la testa davanti a Belen, non fai così neanche quando hai i poteri” schizza ironia la Ventura) e ora le gemelline, che dicono di sostenere Vladimir nonostante riconoscano la forza di Belen (viva l’ipocrisia e la Ventura che rincara: “Non andrete in discoteca insieme, eh?”). Veridiana si confessa amicona di Belen e non tardano gli strali educati della Venier, che però cade negli abissi dando della “ragazza di strada” ma senza doppi sensi a Vladimir: si riscatta dando consigli a Belen, tra cui “se hai un vero amore tiello”, sempre che l’altro a cui rivolgersi ci sia ancora, il che non è proprio scontato. Quando poi tocca a Carlo, si esprime così contorto che la stessa Ventura deve mediare con le più bieche difficoltà e la stessa Belen si chiede che diavolo abbia detto. Ma forse ci siamo con l’incoronazione. No, ancora siamo con la busta con le sole percentuali: 56% e 44%. Ora pubblicità. Ma in realtà la busta era quella piena con i nomi e lei sbotta con un “eh ma non dobbiamo dirlo adesso”. No, infatti ora spot: ma finirà mai questa finale?

00.38 Fine pubblicità, partono i ringraziamenti della Ventura a tutta la produzione, ma dai, spicciati ‘che è tardi. Nuova busta, quella con i nomi, appena consegnata alla conduttrice, che si mette in mezzo alle due finaliste e alzerà, come tradizione, il braccio della vincitrice. Descrizione delle due (ma la Ventura parla a braccio?): sentiamo vincitrice la Luxuria. Esatto, vince Vladimir.

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La finale di X-Factor: il liveblog della serata!

28 Maggio 2008

Emanuele Dabbono, Giusy Ferreri, Tony Maiello, Aram Quartet: sono loro i finalisti della prima edizione del reality-show X-Factor che arriva all’epilogo. Quale sarà il cantante che conquisterà il contratto discografico? Scoprilo seguendo con noi la cronaca della serata!

21.06 //  Iniziano le farse negli studi di Via Mecenate. Francesco Facchinetti s’adombra di una cravattina oro, ma aspettatevi esibizioni di bretelle in tono a metà puntata. Sobrietà congiunta tra i giudici, Morgan lascia in camerino i merletti brizzolati, Mara Maionchi rispolvera rigida austerità, Simona Ventura ne approfitta per concimare il decolletè. Pubblico sovrano, “il vero giudice della serata” recita Facchinetti.

21.06 // Entrano gli artisti. Ma fu subito pubblicità. Evvai con lo scorporo.

21.13 // Preceduto dal faccione di Michele Santoro, che annuncia le magagne del palinsesto che travolgono AnnoZero, X-Factor torna in carreggiata, ma la tensione sembra ancora albergare altrove. La prima manche è subito la più interessante, perchè ci sono gli inediti a dar vita alle prime bastonate. Il succo della serata, insomma, viene subito spiattellato. A primo orecchio, Emanuele Dabbono non ha rivali. Si capisce ora che quello che nella prima manche prenderà meno voti degli altri saluterà tutti in anticipo. "Quanto è difficile capire un inedito al primo ascolto?" chiede Facchinetti alla Ventura, che è ovviamente la persona meno autorevole per poter sparare sermoni, e infatti se la cava con un "viva la musica italiana", uno dei motti dell’umanità. La cera divora lo sguardo di Morgan, in mezzo ad un concerto di concetti in cui salta di nuovo fuori la collocazione discografica, vero inno alla mortificazione. "Questo lavoro è fatto veramente di grande lavoro" ribadisce Mara, in un vortice tautologico elettrizzante.

21.18 // "Per essere qui ha rinunciato a tutto, anche al suo parrucchiere" declama Francesco, sbuca Elio in versione Messia, capelli nerissimi allungati e pizzettone undercorver. "Hai mangiato pane e crescina per due settimane?": il fu Dj dribbla la proverbiale noia post-tensione e chissà quanto saranno stati magnanimi i suoi autori in questa serata che si presuppone di grazia per il piccolo Pooh. Il cabaret di Elio cerca di farci rimpiangere le insostenibili sneakers di Francesco, intonate col soffitto della casa al mare ovviamente incrostata di ridicolo. Ricordiamolo, cravatta salmonella imbruttita che risalta. Via coi codici.

21.21 // Giusto in tempo. "Via con la sigla!". Fine dello scorporo, vorrebbe dire. Il fervido rigore del Facchinetti sembra dar l’impressione di voler nascondere brusii mascherati da sfondoni. Inizia Emanuele, "Simona raccontaci la sua storia" e la Ventura parte con la nenia, ma si scorda il nome della canzone, "Ci troveranno qui". A sopperire alla dimenticanza l’rvm di presentazione. E’ un grande, signor pezzo quello di Emanuele, che al primo ascolto è in grado di stracciare i concorrenti, dalle firme altisonanti. Che poi vincerà Tony è chiaro, ma alle frivolezze adolescenziali è d’obbligo rispondere con controparti sopraffine.

21.24 // Un rock melodico accompagnato al playback della fidanzata in parterre per Emanuele, che dovrebbe riscattare con l’inciso una partenza sottotono. Fallisce il playback da regina scadente la Ventura, opportunamente fotografata dalla regia. Lo spirito, anche questo conta, è quello di una star consapevole e ragionata, meno spettacolare è l’arrangiamento, forse troppo melodico con il raddoppio della batteria nei momenti salienti. Subito un metro di giudizio per il pubblico, quelli che verranno dopo dovranno faticare per non annaspare nell’ovvio.

21.29 // "Eh, l’hai cantata bene" borbotta Mara, che sfodera il suo bignami durato mille puntate. "L’orecchiabilità non è una delle cose che io cerco" lo trafigge Morgan, che condisce la staffilata con un sorriso, ma se la cava con un "si può fare di più perchè ti conosco" e insomma ce ne sarebbe da dissentire. Ovvio l’encomio di Simona, che rivanga gli stereotipi della giovinezza. Elio, mai così inquietante dai tempi delle controfigure dell’Esorcista, sposa il parere di Morgan: "Canti meglio questo pezzo rispetto alle cover, sei convincente, non mi piace il testo ma c’è troppo poco tempo". E capirai, sono 10 anni che ’sto pezzo aspetta in cantina, ditelo ad Elio onde evitare sproloqui raffazzonati. Ma vi prego, basta chiamarlo Ema.

21.33 // In arrivo gli Aram Quartet, adeguatamente presentati da Morgan, quelli che "ai provini mi sembravano una boy-band intellettuale che veniva dal Conservatorio", l’incipit di una dichiarazione d’amore che sfocia nei confini trascendentali-filosofici, l’ovvio rischio di chi ostenta le sviolinate. La canzone è fimata Morgan e Gaudi, "come se fosse scritta dagli Who con il testo di George Orwell", e sappiamo quanto sia amante degli accostamenti spericolati. Al primo ascolto colpisce la stranezza del sound, che rispecchia lo spirito selvaggio dei padri. "Un testo contro l’ipocrisia" dice uno degli Aram.

21.37 // Uno spericolato collage di frasi fatte prova a dar colore ad una canzonetta dagli intenti commestibili, ma in pochi avranno calcolato eventuali effetti collaterali. Make-up Aram improntato ad una deriva psichedelica. Al tono di "chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere", melodia sì, coinvolgente, ma sfiancante. L’Aram bassetto si dileggia da terribile posseduto, la prestazione è quella di chi ha appena contattato Lucifero pregandolo di donare voracità all’esibizione. "E’ di Charles Baudelaire, conosci?", Simona zittita subito da Morgan, immediatamente pizzicato sulla frase di cui sopra. "Non c’ho più capito una mazza, scusa l’ignoranza", Simona continua nell’arte dello stuzzicamento provocante, ma, Morgan ribadisce, "il pop è fatto di slogan", così facciamoci una canzone di simil protesta. "Ho riso tanto sulla cosa dell’acqua, fa ridere, chissenefrega se l’ha scritta Baudelaire" e Simona sbaracca con l’entusiasmo di chi sa di non sapere ma che differenza fa, poi, in soldoni. Una canzone "facile" la definisce Mara, sorprendentemente controcorrente, che poi però scivola sul "chi beve solo acqua non beve il vino", e chi beve troppo vino sai tu che fine fa. Elio sottolinea la bontà dell’arrangiamento, ma agita la spada alla fine: "Il vostro punto debole è l’intonazione dei cori", che per un gruppo vocale non è proprio un complimento da esibire alla mondanità danzante.

21.45 // Inizia la spola con Scorie: Nicola Savino s’affaccia dalla finestra sopra una folla che s’è organizzata alla maniera defilippiana sfoderando le abominevoli doti delle carampane migliori. Spunta Ariedo (Digei Angelo) che intervista una bella sagoma che se la cava al grido di "vince X-Factor Marco Carta!", e l’avevamo detto che c’era rischio confusione indiscriminata.

21.48 // Tocca a Tony Maiello, "che ha pagato subito il fatto di essere carino" esplica Mara, e i riferimenti alle battaglie bonacciose della Ventura si sprecano, "e non gli piace essere considerato soltanto carino". Ma basta dire che è il vincitore designato per smetterla con le attenuanti? Il pezzo di Tony, "Mi togli il respiro", "testo di fisicità" sottolinea la sua madrina, porta la firma di Grandi e Galbiati, autore di Senso di Vasco. Tony lo ribadisce nell’rvm come se con eventuali pomodori marci nel cestino ci si dovesse riferire a loro. Primo ascolto? Non male, ma meno potente di altri. La strofa però, a sentirla bene, è coraggiosa. La grinta (inaudita!) del Tony finalista sopperisce ad un refrain fatto ad hoc per catturare l’etere e rovinare ben presto le attenzioni dei normodotati.

21.54 // Morgan fa lo spiritoso, "Mi toni il respiro", ma non si capisce se gli sia piaciuto o meno, "è un brano da primo ascolto, giusto per questo palco, ma a me piacciono le cose che non sono del tutto perfette" perchè "un disagio ci vuole": per farla breve, l’amaro in bocca. "In radio me la ricordo, ed è già un bene" declama la popolana Simona, idolo imperfetto della casalinga da divano che mai s’azzarderà ad entrare in negozio di dischi. Elio nota maggior convinzione in Tony, ma rimarca come sia ancora lontano il varo del ragazzotto nell’oceano mellifluo degli aguzzini musicali. Il sostegno del Facchinetti incontra l’orgoglio del papà di Tony, che sfodera un paio di occhiali luccicanti dalle aste complessate che non dovranno fare tendenza, pena la moria degli stilisti. Giusto per ammorbidire gli stereotipi di cui sopra, Francesco infila la prima grana della serata: "Anche se mi piacciono le donne, lui è un bel ragazzo, dobbiamo dirlo" dice a Tony, che sorride ma insomma, neppure nella finale qualcuno che pensi alle mie ugole.

22.00 // E’ il turno di Giusy Ferreri, "l’uragano che si è abbattuto su X-Factor" è il grido di Simona Ventura, in prda ai primi segnali di autoesaltazione. Brano firmato anche da Tiziano Ferro, che però nell’rvm non compare, e chissà, direbbero i maligni. Al primo ascolto, pezzo tagliato su misura di Giusy, non esplosivo e messo in crisi da una melodia a tratti appassita. Il tubino rosso di Giusy non aiuta la memorizzazione di una canzone improvvisamente divenuta di difficile assimilazione, più alla mercé dei propri vagiti che dell’armonia complessiva. Intanto viene fuori che il pezzo di Tony assomigli tremendamente ad una vecchia proposta degli anni ‘80, e non si tratta di una pizzicata innocua (sembra che l’alone del caso Bertè di Sanremo, portato proprio dalla cantante in una delle recenti piazzate). "Sai che non l’ho mica capita" elucubra schiettamente Mara, che bisticcia con Morgan, arroccato ad un "testo prevedibile". Andatelo a dire a Tiziano Ferro. "Però Giusy è molto brava e ha reso meno banale il testo", palla in corner ma la rimessa non è certo dolce. I mezzi termini di Morgan trovano risposta nella scontata arringa di Simona Ventura, che come anticipato punta sul sicuro elargendo a piene mani un "io mi sono commossa". "Lei è una commessa commossa" aggiunge banalità Francesco. Elio è schietto: "Per me sei super-pronta". Francesco ringrazia gli autori degli inediti, "non è una cosa che capita spesso", ditegli che ad Amici gli inediti sono la prassi ma vabbè la concorrenza in questi casi è puramente invisibile. Rimane ora il responso del pubblico, previo riassunto esibizionistico.

22.10 // Previsioni? Scontato (speriamo) il plauso ad Emanuele, potrebbero paradossalmente essere a rischio gli Aram Quartet: una canzone così composta sarà adatto al pubblico di Raidue? Certo che sarebbe tragico un evento del genere. In compenso Emanuele non ha mai mancato di timbrare i cartellini degli ultimi ballottaggi, stavolta però si va a casa diretti e stavolta magari la cabala guarda da un’altra parte. Facchinetti manda Elio in sala stampa, perchè come ad Amici ci sono i giornalisti veri che scriveranno di X-Factor e sarebbe caruccio sentire i loro animi. Pubblicità, però, prima che si scatena la caccia all’uomo.

22.16 // Robbie Nevil, "C’est la vie": ecco la vecchia song da cui gli autori di Tony hanno furtivamente prelevato la melodia. Se ne parlerà più avanti (eh?). Intanto, in diretta dalla fabbrica dei cd c’è Daniele Bossari, che sembra invece inviato in una tipografia. Pronti già i masteri degli inediti: solo per uno, ovvio, è pronto lo champagne. "Tieni i cd in caldo" lo saluta Francesco, Bossari farà la chioccia per altre due orette almeno. Entrano i finalisti e ora si trema. Facchinetti sparerà i nomi in ordine casuale. La prima a passare è Giusy, e stavolta il personaggio è andato oltre la canzone, non mirabile. La Ventura incassa con soddisfazione, la Maionchi freme. Gli Aram Quartet superano gli imbarazzi di un’esibizione strana e Gaudi rimpilza gli umori della ciurma a succhiate di succo. Tony ed Emanuele, "due titani", ma ne passa solo uno se no che senso c’è e allora, passerà Tony il predestinato? No. Incredibile. Passa Emanuele. Tony incredibilmente fuori, sotto l’ovazione del pubblico. Mara ride ma l’amaro in bocca non si digerisce a comando. Ora le banalità di Facchinetti, prego. Esce il vincitore designato da mesi: cosa l’avrà tradito? Posta a prescindere la bontà dell’inedito di Emanuele, il visino ceruleo non ha funzionato nel momento decisivo. "Questo non è un problema" se la sbriga Mara, "avere più tempo davanti è un bene", insomma, salvo complicazioni, non tornerà a fare il parrucchiere. Rvm di saluti intanto e qualche pensiero d’uscita. Certo, ripensare alle prime insostenibili esibizioni (da Bleeding Love ad Apologyze, emblemi di come falcidiare a colpo sicuro la musica) potrebbe fornire i motivi della delusione. Il recente riscatto, passato sul corpo di Ilaria, non è bastato. Il sostegno di Roberto Rossi, che si augurava i voti in massa delle ragazzine, è fallito.

22.26 // Facchinetti abbraccia il padre di Tony al grido di "sei grande", il padre dico. Ma sentiamo che diranno i giornalisti, in una sala stampa addobbata da classe elementare, e mamma quanti sono. Paolo Giordano concorda con l’addio di Tony, Andrea Laffranchi lo bolla come "l’anello debole dei quattro". Mara non batte ciglio - e potrebbe esplodere in bestemmie, lo sappiamo bene - neppure quando Facchinetti la incalza con un "non hai mai avuto un buon rapporto con i critici". I due giornalisti puntano su Giusy, gli altri soccombono in silenzio.

22.28 // La seconda manche sarà infarcita di cover, secondo i dettami delle puntate fin qui disputate. Codici cambiati, intanto, avverte Francesco, evviva che se l’è ricordato. Ma si potrà chiedere ad una incandescente Maionchi il nuovo favorito? Il sorriso non le manca e scommette su Giusy. Che è entrata dopo sette puntate e fa già la voce grossa, ma che bella voce. "Bang Bang" per l’ex cassiera, che maneggia con goduria il pane per i suoi affascinanti denti. Il pubblico è con lei, Mara la affianca e non può fare altro. Diffidente è invece Morgan, che adora pezzo e arrangiamento ma nutre ancora riserve sulla cantante, "riconoscibile ma mi hai un po’ annoiato", e l’avesse mai detto, a giudicare dall’insofferenza del pubblico in studio. Che la noia potesse emergere prima o poi era scontato, "devi slegarti dalle canzoni, perchè sembrano sempre le stesse". La Ventura ovviamente dissente, e dare corda alla presentatrice stavolta non è un azzardo. "Se ti sei annoiato, non è un problema tuo" prosegue, alludendo ai rispettivi avversari Aram Quartet, unico cavallo di battaglia rimasto a Morgan e passibile di spinte per vie traverse, anche a costo di aizzare polemicotte scondite. Simona affronta il giudice contiguo con il piglio dell’inesperta, ma non può evitarsi un "se tu usi la parola tonalità senza sapere che significato ha" da parte di Morgan. Ma la cosa più simpatica è che lei gli risponde per le rime, "ma chi se ne importa, io ho gente che sa cosa vuol dire", e Morgan tira in ballo FischiettO, via alle offese sorridenti. Mara spalleggia Giusy, il suo benestare è un passaporto valido per la vittoria.

22.39 // Savino rimpolpa Scorie, un intermezzo piacevole. "Ci vediamo dopo" risaluta Facchinetti. Dopo o domani mattina? Saluti a Mina, gli elogi in confezioni da quattro. La gara? Rieccola. Aram Quartet attesi al via, previa presentazione pomposa di Morgan, che tira in mezzo Lou Reed ed Andy Warhol, una bella macedonia di riferimenti. Ritmi lenti e pedalare, ma con dolcezza. Ritornano alla tranquillità gli Aram dopo le vorticosità sonore dell’inedito, risultando più veritieri. "Bravi come al solito, però compitino fatto con dedizione" esordisce Simona, sulla cui critica i rimasugli dello scontro con Morgan di qualche minuto prima si fanno sentire. Mara rimane invece in carreggiata e applaude, Morgan distribuisce ancora pizzichi di rancore. "Volevamo chiudere in maniera più soft" si giustifica uno degli Aram, e lo si era evinto. "Non c’è più tempo, dovete piantarla di parlare inutilmente" spezza la disanima Mara.

22.50 // Emanuele scalderà la platea con Hotel California degli Eagles, e la Mona la mena con la storia del primo bacio dato a chissacchì ma con lo stereo a manetta, evidentemente. Poco rock da snocciolare stasera per Ema, anche se ormai da dimostrare c’è quasi nulla. La Ventura si sbraccia con le cuffie in testa, Morgan agita la testa ed è segno buono. Con l’ottimo inedito in saccoccia ed una esibizione senza sbavature, Emanuele rappresenta il cosiddetto vincitore morale, pulito e capace. Proprio il tipo di vincitore che di solito non vince mai. "Tutto bene", Mara lapidaria ma soddisfatta, Morgan polemizza con gli sfondi del led, tanto da richiedere la spiegazione alla Ventura, che discerne guardando fissa davanti a lei.

22.56 // Fine della seconda manche. Nuovamente in imbarazzo gli Aram: pagherà il low-profile dopo puntate sfavillanti quindi divertenti? Giusy sembra già in dirittura d’arrivo, quindi probabilmente toccherà ad Emanuele sperimentare di nuovo il brivido di un sospiro mozzato. Intanto pubblicità, voi ristoratevi.

23.00 // Elio, di una bruttezza incomprensibile, torna a toccare le corde della sala stampa. Nicoletta di Radio 105 ha da ridire sulle performances degli Aram Quartet, ma dire Bluvertigo a uno dei Bluvertigo non è rischioso? "Questa spocchia che tiri fuori non fa bene a nessuno" lo rimbrotta Nicoletta, ma ce n’è anche per Giusy, "un po’ troppo Amy Winehouse", uno dei paragoni più abusati della storia. Il pezzo più radiofonico dei quattro? "Canteremo da domani Tony" conclude Nicoletta, sempre che le querele per plagio non arrivino per prime. Aram, insomma, deludenti per chi può vantarsi di capirne sempre più di noi di musica. Facchinetti annuncia l’arrivo di Irene Grandi, e incita il pubblico "con le mani". La rockstar nostrana non ha mai brillato in vestizione e anche l’abito della serata non inneggia allo stile. Irene canta accompagnata al piano da Nicolò Fragile.

23.15 // Finite le manfrine con Irene Grandi, è il momento della verità. Aram, Giusy, Emanuele: solo uno prosegue. Passano gli Aram, che superano l’ultimo ostacolo utile ed è ora catassa di baci ed abbracci. Mai come finora la sofferenza sul gioiello di Morgan si era depositata. Ora tra Giusy ed Emanuele, in mezzo ci sono prima le bocce poi Simona Ventura, che sarà costretta a perderne uno per strada, e tutti gli indizi portano ad Emanuele. Esatto. Giusy in finale, contro gli Aram. E tutto sembra dire attenzione a Giusy, ha scompaginato tutti i piani ed è pronta a rovinarne altri. L’elogio pubblico di Simona ad Emanuele, che, da terzo classificato, ha in tasca un pezzo bomba, basta soltanto accenderne la miccia. Dopo una tonnellata di eliminazioni scampate, l’abisso doveva pur capitare. "Guardiamo sempre il bicchiere mezzo pieno", fa riferimento ai salvataggi Simona, che tira in causa anche il sostegno, durante il viaggio, di Mara Maionchi. Se l’addio prematuro di Tony era stato poco preventivato, quello di Emanuele ineludibile.

23.22 // Finito l’rvm dei ricordi e terminato l’inevitabile applauso del pubblico, sentiamo i giudizi dei giornalisti. Mara subito imbeccata sulle critiche alla canzone di Tiziano Ferro, uno dei suoi pupilli, ma lei sgombera subito il campo di possibili dissapori. Valerio Palmieri di Chi impegna la Ventura nella disanima del caso Giusy, "che se fosse entrata dall’inizio avrebbe avuto più difficoltà", e qui è onesta. Tempi stretti, purtroppo, basta commenti dalla sala stampa ed è di nuovo gara. L’ultimo atto è in arrivo. "Nessuno dà i tuoi Aram vincitori" dice, riferendosi ai giornalisti, Francesco, ma Morgan la prende alla leggera: "E’ bello criticare i critici, che criticano tutta la vita". Ma attenzione, nel bel mezzo del pathos, eccoli, i talenti incompresi. Che peraltro erano stati annunciati da mesi, e ora si ride, quindi preparatevi allo sforo indiscriminato.

23.28 // Il poeta cimiteriale dà l’avvio, e i talenti incompresi entrano sulla scena cantando. Oddio. Il trash si impossessa del programma. Poli Carpo canta a casaccio, oddio il piccoletto che ha stonato prova il riscatto, ma alla prova dell’acuto non c’è speranza. Idem il professore di fisica. Per finire la rumena. "Un tripudio" se ne esce Facchinetti. Ed in effetti che ridere, questa gente improponibile. Tutto qua, questo mega show dei talenti incompresi? Eggià. Tutto sommato un intermezzo piacevole. Ma siamo alla finalissima, ci ricorda Dj. Odore di pubblicità? No. Prima Aram, poi Giusy. "Canteranno due volte" dice Francesco. Due volte la stessa cosa? Boh. Ah no, prima la cover. Per gli Aram Morgan rispolvera Per Elisa, mentre Simona fa sfoderare a Giusy Remedios, il pezzo con cui la cantante è riuscita a farsi spazio nel programma. Francesco-marchetta con la compilation di X-Factor, in uscita il 6 giugno, e poi via la giacca, bretelle in evidenza ma di nero luccicoso.

23.36 // "Forza, entrino i cubi": Morgan spiega l’esibizione del suo gruppo vocale, arrivato finalmente alle strette. Esibizione coinvolgente e praticamente perfetta per gli Aram, che hanno sfoderato la gemma del proprio repertorio. Francesco dà la parola a Simona, che però pensa che sia il via alla descrizione di Giusy, invece di commentare gli Aram. Se la cava con un "bravissimi, questi sono i veri Aram Quartet", idem Mara, Morgan incassa con felicità.

23.43 // Giusy ripropone Remedios, pezzo che gli permise di entrare nel programma alla settima puntata, un cavallo di battaglia dal risultato assicurato. Mara onesta: "Questo pezzo è perfetto per te", Morgan la imita nel giudizio, Simona ribadisce i complimenti alla "piccola grande donna", il pubblico annuisce. Spot per noi.

23.53 // Per finire Luca Benedetti de Il Tempo compone una sviolinata inaudita al conduttore Facchinetti, "uno che ha davvero l’X-Factor", poi torna serio e imbecca Morgan sul pubblico, lo stesso che cannò i Cluster e ora potrebbe non capire gli Aram (ma se sono arrivati fin qui?). "Il giudizio del pubblico è insindacabile" reclama Simona, benchè siano in palio 300mila euro, non certo spicciolini. Morgan ci tiene a precisare che "non ha disprezzo verso il pubblico", ma "la libertà di decidere chi comprare il disco non è quella di decidere chi deve farli". Discutibile, ma netta la presa di posizione, levigata da Mara. Basta sala stampa fino a notte fonda quando arriverà tutto il cucuzzaro dirigenziale, torna la gara e gli Aram. I finalisti ripropongono l’inedito di inizio puntata.

00.03 // Esibizione ottima, la canzone inizia a prendere, anche se i limiti sono parecchi. Zero commenti da parte dei giurati. "Uno contro quattro, Giusy" la incita Simona Ventura: è l’ultima performance della serata, Giusy ripropone l’inedito. "Alla seconda volta sono migliorata", Mara rivede i suoi giudizi sulla canzone fimata dal pupillo Tiziano Ferro, che piace di più a tutti. Prima della verità del pubblico, i giudici Morgan e Simona Ventura si appellano alla plebe. I talenti incompresi hanno raggiunto Nicola Savino, compare la sottigliezza di Massimo Bagnato, lanciato da Costanzo e in attesa di cadere spiaccicato.

00.12 // Siamo finalmente alle batutte finali. Dopo il riassunto delle due esibizioni, linea a Daniele Bossari, a tutti gli effetti divenuto straccetto di Facchinetti. Stamperanno il cd del vincitore in diretta. Ma vabbè, adesso è l’ora del verdetto, dopo i ringraziamenti della Ventura. Giudici fuori dal palco. Ma prima i momenti più belli dei cantanti, ebbasta però. Forse ci siamo. E’ quasi la mezza e ancora non se ne viene a capo, Facchinetti continua a sproloquiare da veterano: alza la mano del vincitore? No. Lui urla: i vincitori sono gli Aram Quartet.

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La finale di Amici: il liveblog dell’ultima sfida!

16 Aprile 2008

Complici problemi personali, partiamo soltanto ora con la diretta dell’ultima puntata di Amici 7.

23.40 // La sfida Marco-Roberta parte con Destinazione Paradiso. Che il sardo sia nella serata positiva è ormai assodato, non sbaglia nulla. Roberta paga troppa panchina in attesa della discesa in campo. “Finalmente abbiamo una vera finale” confessa Dondoni a Roberta, per poi massacrarla simpaticamente con un “Marco stasera è strepitoso”. Mangiarotti sostiene la ragazza, ma l’atmosfera sembra già identificata. Le domande della Rio e della Volpe provano a mescolare zizzania, i due provano a sfoderare diplomazia, e quella più bucherellata è di Marco, come previsto. Roberta intona la seconda prova, la Nesi prova a scuoterla riflettendo sulla grande componente femminile del televoto che adora i maschietti, ma non ci riesce. Ora Marco. “Ci devi credere un po’ di più” sottolinea Balestra a Marco: ancora più convinto di così, fino all’inverosimile? Carte: Marco. Ora Musical. Io passo e chiudo.

23.28 / Effettivamente è vero, anche ai cantanti toccano i cavalli di battaglia, invece del confronto sulla stessa canzone. Pasqualino flash ma prestazione inficiata da una parte bassa eccessiva e nascosta, mentre ora Marco ha campo libero per sfogarsi negli acuti di una canzone che sa reggere bene senz’altro. Troppa disparità in questo frangente. Marco trova anche il coraggio di scherzare, prima era in profonda agonia e ora fa il ridicolo. Ovviamente vince, Pasqualino raccoglie gli onori tributatigli dalla stampa.

23.21 // Non c’è Daniel Ezraelow, quindi niente prova improvvisazione, che tanto mi manca. Oddio, carte finali? “Dai, Marco, sorridi” sprona Pasqualino il suo avversario, ma Marco ne inventa sempre una per mascherare una tensione inspiegabile che l’attanaglia. No, ultima prova. Ancora cavallo di battaglia. Preparatevi all’Amore bello di Marco e all’ultima sfidona con Roberta.

23.12 // Luca Dondoni interpella addirittura Vessicchio sull’arrangiamento, a suo parere troppo veloce, ma è d’altronde la versione dei Blue. Pasqualino comunque se la cava, e ora ritorna la nenia di Marco, forse meno nenia a sentire l’incipit. Quello di Carosello lo osanna, attestando anche il grande lavoro di Luca Jurman. Trovo troppo incenso, anche se non del tutto fuori luogo. “Adesso è soltanto l’inizio” conclude, mentre Mangiarotti sposa l’interpretazione del sardo, “molto blues”. Le ultime prove di Marco hanno sicuramente messo il sigillo al suo successo. Ancora carte ma ormai, a questo punto, non dovrebbe esserci più storia. Ancora due prove all’appello, la sesta vuole cavallo di battaglia. Marco con Come nasce un amore, canzoncina in passato un po’ traumatica. Parte bene con le parti basse, poi esplode e perde a tratti la rotta. Continua, Maria, a sollecitare la tranquillità di Marco, un atteggiamento che adesso diventa insopportabile e anche inconcepibile visto lo sfarzoso vantaggio del sardo. Pasqualino si cimenta in Imagine e non ha nulla da dover dimostrare.

23.04 // “La tua capacità di tenere il palco è davvero notevole” riconosce Antonella Nesi di ADN Kronos a Pasqualino, che se la sta giocando con un ottimo spirito. Laura Rio de Il Giornale rivanga le scazzottate tra alunni e professori, con riferimento alla volontà di schierarsi con i propri allievi preferiti. Marco concorda con Pasqualino sulla scelta di metodi diversi adottati e poi si esibisce in Io Amo, affrontata finalmente con aggressività gustosa e non indigesta. Marco trova l’approvazione di un barbuto Rudy Zerbi (”E’ stato davvero perfetto” riconosce con un pizzico di esagerazione). Ma il sardo non ne può più della sfida infinita, altre tre prove, e neppure la conferma del suo successo parziale lo tranquillizza. Prova di canto, ancora, con Sorry seems to be the hardest word.

22.53 // Il musical di Marco non è rivoltante, ma le prove di recitazione fornite alla platea non raggiungono grandi sufficienze. Dal pubblico spunta una delle protagoniste del film, Sarah Maestri, quella che partì con Centovetrine, peraltro molto claudicante davanti alla cinepresa, e che ora è osannata da tutti. Dopo la pubblicità, a Pasqualino non si capisca cosa tocchi. Aspettiamo che Mauro! concluda la lettura della trama, eccolo, West Side Story. Inizia lo spettacolo. Oddio, Agata. Che diavolo ci fa. Ecco, labbra che svirgolano. Sento odore di altri ex Amici anche di altri secoli. Si canta Maria e l’autocelebrazione si avvera. Meno emozione, a dire la verità. “Alessandra, sei riuscita a dire la verità?” chiede la conduttrice alla Celentano, che ha rivisto il fantasma di Agata. Ancora Marco in testa, “che devo dire, me l’aspettavo” è simpaticamente schietto Pasqualino e Marco “ci stiamo divertendo tutti”, con l’angoscia che lo pervade. Ora cavallo di battaglia. Aria di ultima prova?

22.46 // Luca Dondoni de La Stampa lo osanna, ma la prestazione di Marco non si discosta dalle altre, pur sempre buone, ma tremendamente stancanti. Pasqualino sa di essere bravo a variare di interpretazione, ma l’avversario è troppo ostico per poter prevedere un clamoroso ribaltamento di ambizioni. Ha il vantaggio di cantare più tranquillo, sganciati i patemi, da buon io non ho niente da perdere, giustamente. La tranquillità la si sente e la si apprezza. “Marco è genio e sregolatezza, Pasqualino è una garanzia” dice uno della Warner dal parterre della stampa. Carte? No, Musical. Inizia Marco con Notte Prima Degli Esami. Eh? Inventiamoci i musical dal nulla, perfetto. Marco, che condivide una recitazione misteriosa, se la prende nella finzione con il maestro di recitazione, il che fa leggermente ripensare alle scazzottate scambiate in un anno con Grazia Di Michele.

22.35 // Barry White ad intonare le danze. Pasqualino pressochè perfetto, Marco esibisce il solito timbro, ma lui s’offende se glielo si ridice. “Tu sei molto convinto di vincere, vero?” lo stuzzica Maria Volpe del Corsera, e lui, da buon permaloso, reagisce da stizzito, sapendo bene che ha il sostegno della classifica, anche se la spavalderia è un giubbotto che non s’è mai tolto e che è anzi felice di indossare. Mangiarotti di QN lo ha trovato emozionato e quindi più vero, e comunque le carte, come ampiamente previsto, lo vedono in testa. Ora seconda prova e cantano tutti e due, eh certo, per fare la maglia c’è tempo dopo. “Sono le canzoni che hai preparato, tranquillo”: Maria prova a tamponare l’ansia di Marco. Un po’ troppo mammina la Sanguinaria. E comunque non si può troppo dissentire dalla monotonia delle performance di Marco, che sfrutta a sfinimento una sola tonalità con cui dipingere le canzoni. E poi se la prende, capirai.

22.21 //”Potresti diventare il nuovo Roberto Bolle, hai un fisico perfetto nonostante quello che dice qualcuno”: una giornalista crea subito scompiglio tra i normodotati, perchè non si sa a chi si riferisse. Non di sicuro alla Celentano, che gode nel vederlo esibire a torso nudo. Pasqualino risparmia Roberta, anche questo come previsto, e prova a distruggere Marco, idolo perenne dall’inizio dello show. Un po’ come quello che vuole uscire da vincitore benchè sconfitto.

22.24 // Pasqualino canta al meglio alla conclusione della sfida, “spero che vi siate divertiti” incalza Maria, ma ora ci sono le carte, però “non sono mai pronte queste carte”, e la Sanguinaria temporeggia, fosse altro perché in questo è un talento. Ma le carte ora. Vince Pasqualino, di un nulla, ma la classifica, come previsto, regna. Così ci possiamo aspettare un Marco-Roberto alla fine e la vittoria del sardo. Toccatevi pure, ma se Marco avrà la mareggiata dei voti delle 12enni viste nell’uscita romana alle Messaggerie, potremmo anche smettere di discorrere, grazie.

22.21 // Poteva mancarci la spassosissima parodia di Iancu? Esce la prova di ballo, l’ultima della sfida, e siccome si torna a parlare di Assassin Tango, celebre rincalzo della parodia del ballerino fatta da Pasqualino, c’è spazio per due risate. Ma poi eccoti Francesco e Franceschina, Garrison applaude la pura coscienza del biondino, che ha fatto della precisione la sua tomba. Pasqualino canta With Or Without You, “canzone bella tosta” la giudica PlatiMauro o Maurette come vi piace di più. E’ scontato che sia decisiva.

22.15 // Il trash non ha bussato prima, può bussare ora. Carte ignorate, ora la quinta prova è di canto e proveremo a reggere gli ululati di Francesco. Pasqualino col ballo s’è simpaticamente difeso, ora toccherà stare attenti con La Gatta. Pasqualino fa il suo compitino, ora Francesco. “Lui ha iniziato a cantare qua, ma magari sotto la doccia” prova a giustificarlo Maria, ma non ci sono specchi che reggeranno alla catastrofe. Ma soprattutto, ci sarà la prova Daniel Ezraelow, la più attesa da decenni? La coreografia attutisce le angosce, ma la nenia rimane, anche se, tutto sommato, sopportabile per un minutino. “E’ molto carino, margini di miglioramento” scatta Grazia, praticamente quello che vorrebbe sentirsi dire Marco e che invece spetta ad un ballerino, evviva.

22.10 // Dicevamo del musical. Pasqualino ha rispolverato In & Out, freschissimo di scena, raccogliendo il medesimo consenso di una settimana fa. A Francesco è invece toccato Billy Elliot e un grazioso tutù che chi di dovere segnalerà agli accalappiacani. Intanto siamo al pareggio con le carte, 1-1 benchè ora siamo alla quarta prova e forse qualcuno non ha volontariamente avvisato Maria di essersi dimenticata prima di far vedere i risultati. Ma la sacralità impera questa sera e allora si prosegue. Con le prime avvisaglie di trash che sono pronte a spuntare: c’è la prova di ballo, nella quale Pasqualino parte da autentico ma mattacchione profano. La coreografia di Garrison per l’occasione mostra invece un Francesco ancora più ebano del solito, la sinuosità aspetta in casetta. Un ballettino che oggettivamente possono condurre anche i più negati e forse, paradossalmente, la buffonaggine di Pasqualino potrebbe risultare vincente.

22.00 // Fino a questo momento siamo in presenza (terrificante) di una riedizione del meglio di. Cinque performances su cinque sono deja-vu, probabilmente per non scoraggiare troppo tra di loro Pasqualino e Francesco, l’uno cantante, l’altro ballerino. Così, per evitarsi sfondoni in campi non propri, fino a questo momento hanno beneficiato di un doppio cavallo di battaglia, e ora della prova musical, un mix di tutto che non svantaggia nessuno. E’ però inquietante che abbiamo ripetuto prove già viste. Nel periodo non collegato: grande presenza della “signora Carla Fracci”, nostra adorata del ballo, che spalleggia la Celentano, dagli ormoni sicuramente sgranati nel vedere il suo beniamino Francesco piroettare con gli addominali in bellavista. Ancora più inquietante è lo scambio di sguardi uncinati tra la stessa Fracci ed Anbeta, che era stata rifiutata proprio dall’icona della danza in un’audizione alla Scala. E che ora si ritrova invece ad essere re-invitata. Valle a capire le icone. Parterre gremitissimo, soliti 5-6 giornalisti immancabili in ogni edizione, e attenzione alla metamorfosi di Platinette, che ha lasciato gli armamentari estetici a casa e stasera si presenta come Mauro, pur continuando ad essere chiamata Platinette. Ah, prima un rvm di Fiorello ha fatto da apripista alla seratona, con l’immancabile chiusa di stornelli sardi che hanno consacrato Marco Carta anche a RadioDue.

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Rivivi il LiveBlog delle Elezioni Politiche 2008

14 Aprile 2008

22.35 // La canzone Estate non la conosce nessuno, ma le interpretazioni di Silvia sono così eleganti e fiabesche che rendono meravigliosa qualsiasi canzone. Difatti nessun giurato ha da dire. Nell’rvm si è visto Gianluca Grignani irrompere nel loft durante la settimana. Ultimi sgoccioli di diretta blog di una giornata bella piena. Prima seguiamo la new-entry Gino, nuovo acquisto di Simona Ventura (chi ride in sottofondo?). Esibizione interessante, i giurati acconsentono ad un giudizio positivo. Ora i Sei Ottavi. Con loro si chiude la lunga diretta blog.

22.25 // Pubblicità su Raidue, veloce sguardo verso i salotti politici che traslocano la seconda serata nella prima, senza modificarne i linguaggi, e infatti tutto induce al sonno. Sia da Vespa, dove ora parla Fassino, sia da Mentana, che vede l’incursione in collegamento di Casini, sia da Fede, che nonostante un bello sfondoncino “Falce e Marcello” è tutta una conferenza. Su La7 c’è Cicchitto e io mi mangio una Chiquita. Tocca a Silvia proseguire a X-Factor, dopo un doppio promo inquietante da Pirati a Scommettiamo Che, due programmi perfetti per affondare definitivamente Raidue.

22.15 // Alba Parietti fa scaldare il parterre di Fede, ma ci siamo persi i suoi pensieri, concordando comunque sul fatto che di sciocchezze si devano trattare, per forza. Seconda Manche in arrivo, la Ventura annuncia Emanuele, incespicando ogni due secondi con la lingua. Performance non malvagia, ma sembra che manchi l’affondo decisivo, come testimoniano i due terzi della giuria, tolta la Ventura che prova a farsi forza scatenandosi a comando. “Abbiamo voluto fare questa cosa e dire Free Tibet” conclude la Ventura, nuovamente a gamba tesa su raffinatezza e buongusto. La Maionchi non ha nulla da obiettare, Morgan sembra voglia partorire una stangata e difatti con “oltre il pianobar c’è l’oratorio” e “siamo ad un livello iper-dilettantistico” stuzzica il vocal-couch Fischietti e la Ventura, che ha suonato la chitarra “due anni e poi ho smesso perchè mi facevano male le mani”. Che cosa pretende, Simona, di essere un minimo credibile?

22.07 // Facchinetti si dimentica sempre di chiudere il televoto, “va a finire che me lo devo tatuare sul braccio”, sempre che trovi posto tra tutte le scartoffie dipinte. A naso Mara non dovrebbe temere per la sua scuderia. Meno la Ventura, che ribadisce di credere molto in Annalisa, che stasera sembra uscita dal museo delle cere. Ilaria è salva, come previsto e com’è giusto in questo mondo dominato dalle apparenze. Anche gli Aram Quartet, come previsto e come umanamente giusto, la passano liscia. Tony o Annalisa? Annalisa. “Non ci credo” esclama estasiata Simona, mentre Tony riceve il sostegno del pubblico. E’ stato salvato per due settimane avendo rotto specchi su specchi con una doppia interpretazione da ululato svizzero, e stavolta che ha rasentato la perfezione rischia di dover sloggiare.

22.02 // Simona Sala snocciola a Vespa i nuovi dati al 98% della copertura al Senato. Bossi finisce a La7 e probabilmente sarà l’ultima tappa della sua ardita passione. Fede fa tristezza perchè è costretto a leggere le dichiarazioni di Berlusconi su foglio: Silvio lo ha tradito preferendo le due trasmissioni principali. Suona come uno smacco. Ilaria è ancora alla berlina, Morgan cerca di sostenerla, ma ad essere preso consapevolmente per i fondelli ci finisce il Facchinetti, perchè se tutti gli artisti sono depressi, chi non lo è non è artista,. Lapalissiano. Finita la prima manche, filmatini per rinfrescare la memoria. A sensazione: Ilaria e Tony dovrebbero essere tranquilli, tra Aram Quartet ed Annalisa, è quest’ultima a sentirsi nuovamente in discussione. Floriana Secondi spunta a Chi L’ha Visto?, perchè è scomparso il fratello. E’ triste parlarne soprattutto in mezzo a questi sberleffi catodici, ma il dovere di cronaca è un dovere.

21.49 // Cesare Salvi (Sinistra Arcobaleno dopo anni di DS) preferisce incensare il vincitore piuttosto che piangere sulle macerie del suo neonato partito. Ma la verità che ha appena pronunciato è incontrovertibile: dopo anni di governo Prodi deludente, Veltroni non poteva aspettarsi di meglio. X-Factor riparte con l’esibizione di Ilaria, bersaglio preferito di Simona Ventura, avessi detto Mogol. No, falso allarme, l’rvm ci ha sviato. Ma Mara coglie le critiche di Morgan come pretesto validissimo per proseguire con la simpatica guerriglia. Stavolta è davvero il turno di Ilaria, impaurita dalle critiche puntuali di Simona Ventura. Che lo ripetiamo, avessi detto Mogol. “Se a lei non piace, pazienza” taglia corto Mara nel filmato. Ilaria spacca tutto. Ma questo I Don’t Know di Noah sarà davvero giusto per lei? Bossi nel frattempo è arrivato anche nei lidi di Fede e fu subito amore. Vespa e Mentana intrattengono un pacato dibattito che non offre granchè di emozioni, così preferiamo capire se almeno questa volta Ilaria ha fatto centro. L’impressione è che non ha affatto sfigurato. Morgan la scruta, come se la volesse azzannare, e invece è un lampo: “Perfetta”, che è però sinonimo di “finita, conclusa”, così dall’applauso si passa immediatamente al rimprovero. Poi però si riprende con un “Sei pronta per fare un disco” e allora basta con l’ermetismo. E la Ventura quale malignità sfornerà? Eccolo: “Scegliendo pezzi più sconosciuti stai sempre di più sul piedistallo”. Nuovamente una critica inqualificabile, Simona zittati. “Non voglio litigare con nessuno” digrigna i denti la Maionchi, che avrebbe una grande voglia di azzannare la Ventura. “Anche se nessuno ti capirà, non è importante”, Mara vuole farla finita. L’alone dell’Amici celentanizzato si materializza, con Ilaria vestita da Susy e un Garrison con la parrucca di Mara. Beviamoci sopra, dice Morgan, spizzando dalla cannuccia un bel succo di frutta.

21.42 // Mara è scatenata, sottotono Simona. E difatti Morgan non sa dove sbattere meglio perchè entrambi i muri si dimostrano scostanti ed imprevedibili. La pubblicità ci consente di seguire i ragionamenti biascicati di Mimun, che conversa ancora con Berlusconi in linea telefonica. Da Vespa Fassino si improvvisa argine di un maremoto politico che non ha salvato la sinistra, come si nota dal capo chino di Bertinotti, e che ha scalfito l’ottimismo del PD. Fede intanto scherza con Nicola Latorre, un tipetto simpatico che non si smentisce: “Auguriamo buon lavoro a chi dovrà governare”. Per fortuna quelli del PD non se la prendono. Succede subito il recupero delle dichiarazioni di Walter Veltroni, ormai ritrite e stantie. Su La7 Piroso è pronto per condurre la seconda manche della sua maratona, e questo giro gli tocca Rosy Bindi, che per un intero pomeriggio ha tenuto compagnia al TG3. Piroso si riaffida alla giacca d’ordinanza e a una cravatta più consona.

21.35 // Non è più la nostra Amy Winehouse, stasera ci deve strappare l’anima Annalisa, e la Ventura ci mette molto del suo per crearle adrenalina. Simona la settimana scorsa la salvò buttando alla forca Antonio, compiendo l’unico gesto sensato del suo percorso musicalmente pessimo nel programma. Questo giro affibbiano ad Annalisa America di Gianna Nannini. L’importante è che venga fuori ritmo e rock, indispensabili per farle fare una dignitosa figura. Bossi intanto è ormai ovunque, anche da Vespa bofonchia da instancabile guerriero. Annalisa però tenta l’esagerazione con le urla, d’accordo l’acredine che queste note ispirano, ma c’è troppa aggressività, che una Mara accigliata ha già colto. Urla su urla, insostenibile. Berlusconi intanto citofona anche a casa di Mentana, tra l’altro con Feltri collegato dalla sua poltrona. La Maionchi sa tutto di Gianna Nannini, avendola prodotta, e accusa Annalisa di aver storpiato il senso della canzone: “La tua interpretazione non ha significato rispetto al testo”. Lei ovviamente non condivide, Morgan prova a spezzare una lancia, ma il bello è che si parla probabilmente di autoerotismo e non si sa perchè mai la Ventura voglia starsene fuori.

21.28 // Tony per Mara Maionchi. Mentre un rvm mette alle strette la nostra pazienza, Slvio Berlusconi interviene a Porta A Porta, con un comizio formato pocket. Vespa prova a scuoterlo alludendo all’amichevole telefonata con Veltroni, Silvio è ormai troppo abile per non scomporsi, neppure quando gli pongono davanti Casini. Ma torniamo a Tony, che dopo le ultime recenti stecche da annoverare in cantina stasera propone Cinque Giorni. Il maglioncino a rombi lavato in un acquitrino non l’aiuta. La Parietti da Fede tenta di mostrarsi più intellettuale di quanto la gente non creda, ma Tony stasera si fa gustare con una canzone finalmente azzeccata dopo le impresentabili Apologize e Bleeding Love, dilaniate senza pietà. Questa invece lo porta bene dove sa arrivare. I giudici apprezzano la bontà del napoletanino. Santanchè maschia direttamente dal suo divano conversa con Mentana: una divisa gessata a mo’ di gilet vuole un frustino, magari arriverà pure quello.

21.23 // Parte solo ora Enrico Mentana con lo speciale Matrix, intanto su RaiDue gli Aram Quartet danno vita all’ennesima coralità che non faticherà a strappare sinceri applausi. “Salutiamo il futuro ministro dell’Economia, come tutti dicono” urla Enrico mentre presenta Giulio Tremonti. C’è pure Pierluigi Bersani, e Daniela Santanchè collegata dalla propria abitazione, in più Paolo Mieli dalla sua scrivania. Bel parterre. Ma la voglia è di sentire le parole di Fausto Bertinotti, eccolo qua da Vespa, dopo che ha annunciato di separarsi dalla neonata Sinistra Arcobaleno. Come d’altronde aveva annunciato. Fede rilancia la notizia con un montato. Ma la parte più interessante la riserva ovviamente X-Factor, e la Ventura non vede l’ora di imbeccare la Maionchi, alla ricerca di una collocazione discografica per gli Aram. Morgan prova ad inserirsi a mo’ di guastafeste. “Mi fai finire, ti dò un cazzotto” è la Mara migliore, che ok si farà per dire, ma le premesse sono scoppiettanti.

21.18 // Fede non si smentisce mai: prima ha invitato Mara Carfagna in collegamento, due anni fa invitò la semisconosciuta Arianna David, ora sfodera una ancor più inutile Alba Parietti, che lancia parole tipo nepotismo intervallate da ansime che giustifica con un “Sono un po’ affaticata pèerchè sono arrivata dall’aereo”. “Lo stadio è pronto” dice Facchinetti, parte ufficialmente X-Factor nella serata in cui chi le spara più grosse può sperare di vincere. Ma parte anche Porta A Porta che inizia recuperando tutti i dati più aggiornati, mentre Matrix è inspiegabilmente ancora fermo ai box. Su Raidue intanto si preparano gli Aram Quartet. Vespa potrà nuovamente godere della combattiva Simona Sala, che stasera sfoggia una giacca rosa shocking che fa male alla vista, accompagnata da Tozzi di Consortium. In collegamento dal nuovo studio del TG1, Riotta con D’Aldimonte.

21.14 // La faccia di Calderoli nel salottino del TG4 ha sempre la sua dose inquietante di terrore, a partire da una dentatura scassata che provoca ovviamente ripugno in tre quarti dell’universo. Momento di pausa, Canale 5 e Raiuno, così come La7, si nascondono dietro la pubblicità, per poi partire all’attacco. A parte Fede, c’è un Morgan scatenato: “Gino è la ripetizione di ciò che abbiamo già visto”, ovvero la nenia altalenante di Antonio, cassato giusto sette giorni fa con strascico abbodante di risentimenti. La Ventura sembra assortire un demonio birbantello: le gireranno i variopinti? Francesco Facchinetti torna a stuzzicare i giurati su chi potrebbe rischiare la forca stasera, una delle domande che i giurati non vorrebbero sentire neppure sul punto di morte per quanto sia fastidiosa.

21.09 // Lucia Annunziata, uno sguardo uno strabismo, discerne ovviamente di politica ad Otto E Mezzo, dove si segnala la presenza non da conduttore di Giuliano Ferrara. Ad essere sviscerata è la totale disfatta della sinistra, anche se Gad Lerner, un altro sguardo e ancora strabismo, prova a raccogliere il salvabile. Studio Aperto la fa finita in concomitanza con l’avvio della prima serata di Italia 1, mentre Fede dà le telecamere ad Enzo Bianco dal Viminale, dallo stesso scranno da dove alle 19.00 il ministro dell’Interno Amato salutava tutti belli e brutti. Intanto ad X-Factor si parte con gli rvm e con le critiche di Morgan a tutto il criticabile, come la new-entry della Ventura, che pesca ancora a Napoli portandosi a casa Gino (il pollo?). Morgan lo etichetta brillantemente come fenomeno da circo. E fu subito querelle magnifica con la Ventura. “E io che sono la Moira Orfei?” interviene Mara Maionchi, che prova subito ad accattivarsi il creato.

21.07 // Su RaiDue intanto X-Factor è pronto a partire, nella serata dominata dall’informazione politica che, come molti si attendono (e altrettanti, detrattori, si augurano) non potrà non cannibalizzare ancor di più uno dei programmi più bistrattati dell’ultimi periodo, a giudicare ovviamente all’estetica: la cravattina rosè di Francesco Facchinetti prova a nascondere le imperdibili bretelle fucsia luccicante, mentre Morgan vuole stonare abbinando un farfallino rosa ad un total black. C’è Tony nelle grinfie di Francesco, tutti sul palco.

21.02 // Si riparte con la diretta politica, che si intreccerà con il trash musicale di X-Factor. Fede godrà di una prima serata eccezionale, al pari di Vespa e Mentana, ancora tappati dal prosieguo dell’access prime time (Affari Tuoi da una parte, Striscia La Notizia dall’altra). Fede corteggia Mariastella Gelmini: la vedrebbe perfetta per condurre un tg. Antonello Capurso in diretta dal Viminale, mentre nell’atrio alle sue spalle c’è confusione, si intravede di sfuggita anche il volto del TG5 Alberto Bilà. Fede deve chiedere lumi al direttore di Panorama Belpietro per capire il risultato al Senato del bistrattato Casini. Al momento al TG4 tiene testa solo Studio Aperto, con un Mulé mattatore, mentre la poveretta Silvia Magri, costretta dietro la scrivania, sta silenziosa ad osservare, idem poco più in là Fabio Tricoli. La scena da inviata è per Annalisa Spiezie, che ora deve fronteggiare una mostruosità bionda chiamata Titti Di Salvo della devastata Sinistra Arcobaleno: sotto un maglioncino a v spunta un inquietante simil-pigiama dal tessuto simil panno per pulire pavimenti.

17.52 // Interrotto da Guelfi, Cicchitto torna a discutere con il giornalista Frullani. Migliore al TG1 ancora non crede ai dati che indicano una netta disfatta della Sinstra Arcobaleno. Ma intanto scorrono i titoli di coda e per chi vuol rimanere su Raiuno forse toccherà aspettare l’edizione delle 20.00. La Rai si garantisce comunque la copertura totale fino a cena del TG2 e anche il TG3 farà la spola fino all’edizione delle 19.00. E Mediaset? Alle 18.20 (o forse anche prima?) rispunterà Fede, mentre il TG5, troppo farcito di pubblicità, non tarderà troppo ad essere evanescente. La Rivetta ora rivela la distribuzione di seggi di Aldimonte, fatta più di mezz’ora fa e annunciata al TG1. Il giornale di Mimun pare davvero in panne.

17.43 // Instancabile Guelfi: con la copertura al 49%, si prosegue coi dati. Intanto dal sottopancia del TG2 apprendiamo come siano scattate diverse denunce per aver infranto il divieto di allontanare i telefonini dal voto. Intanto alle Marche è dominio PD, come previsto, idem nel Molise, col PD che la strapperebbe al PDL (”Di Pietro è molisano” dice Guelfi, quasi a voler giustificare questo stravolgimento). In Puglia il PDL si riafferma, e strappa anche la Sardegna al PD. Le prime tre reti danno tutte le proiezioni delle regioni, all’unisono.

17.36 // Il TG2 ci ha preso gusto con le interviste dalle poltrone: stavolta è il turno di Villetti del Partito Socialista, che assomiglia al pilota Robert Kubica, polacco, ovviamente adeguatamente invecchiato, ma anche a Dario Argento e a tutti i personaggi dalla somiglianza sinistra. Mazza non riconosce Fabrizio Frullani, che affianca Cicchitto, “Bisogna fare un accordo bipartisam e eliminare gli exit poll” ride (ma è senza denti) Cicchitto. Ma Guelfi interrompe tutti per dare i dati del Lazio, dove il PDL sembra spuntarla (41.9 contro il 40.0 del PD) e la Sinistra Arcobaleno abbozzare un tentativo di rinascita (4.8 contro il 4.4 dell’Unione di Centro). Visto che ci siamo, Guelfi tira fuori anche le nuove proiezioni, con PDL al 46.4 e il PD al 37.9. Più o meno siamo lì. Il TG5 ora sente cosa avrà da dire Gasparri: ma le proiezioni aggiornate quando le diamo? “Se questi sono i dati, Veltroni ha perso” lapidario Gasparri. Ma con i se e i ma. Intanto prosegue con la polemica sui dati forniti dalla Rai, “noi per questo abbiamo cominciato alle 5 meno un quarto” corrobora Summonte. Aria di polemica velenosa: la Rai ha contribuito ad alimentare falsi numeri contro il PDL?

17.32 // Andrea Covotta dalla Sinistra Arcobaleno ora ha di fianco a sé Paolo Cento, che non si nasconde: “E’ prevalso il voto utile e il nostro partito purtroppo arriva tardi”. Forse al Senato non arriverà per niente. Al TG1 Sassoli lancia la Sala, ma tranquilli, non sovrasta Guelfi, perchè si tratta soltanto di un riepilogo. Ci stiamo perdendo qualcosa al TG3? Per ora parla Buttiglione, nulla da segnalare. Da Piroso c’è Max Gazzè che canta il brano presentato a Sanremo, è ormai infotainment sdoganato col sorriso e anche un pelo di presunzione. Il TG5 riaccende la propria presenza: accanto a Summonte e alla Rivetta, spunta Antonio Polito, direttore de Il Riformista. Ma è un avvio fatto di dichiarazioni. Al TG1 il professore Roberto D’Alimonte improvvisa una distribuzione dei seggi al Senato fatto in casa: “E’ una simulazione del mio centro studi”, con i dati Consortium. Fatelo anche voi da casa, se non avete da stirare.

17.21 // Andrea Tozzi di Consortium intanto detta il taccuino dei tempi: “Verso le 18.30 massimo ci sarà una prima stima dei seggi”. La Sala evidenzia il ribaltamento dell’Abruzzo. Chiambretti torna ad imperversare da Piroso mentre compaion i fotomontaggi elettorali sulle donne orizzontali e verticali. Simpatico. “Un fondamentale contributo” chiude il collegamento Piroso, che prova a lanciare gli inni dei due partiti maggiori, quello del PDL non è pronto, e forse neppure quello del PD (”così i Village People fanno causa pure a noi”): ovvero un video di Youtube allargato per la tv, impeccabilmente sgranato. E’ il segnale più evidente che ormai della par condicio rimane solo un ricordo da stracciare.

17.16 // Aria di dibattito da prima serata al TG3: la Bindi inizia ad infervorarsi con La Russa, e c’è anche un Giordano a cui ovviamente rode per la pingue raccolta della Sinistra Arcobaleno. Rosy è schietta: “E’ evidente che il centro non serve”. E forse manco lei. La mia stanchezza, dopo quasi tre ore di dibattito inizia a spuntare. Dalle 18.00 alle 19.30 piccolo buco della diretta, che arriverà in differita. Ora attenzione, di nuovo Guelfi che annuncia i dati di 4 regioni, dalla Lombardia (”troppo facile però” sconfortato Mazza), ma Guelfi annuncia una regione un po’ più indicativa della Padania, tipo l’Emilia Romagna che si riconferma tradizionale roccaforte del PD. Più o meno tutti i tg si sono buttati in contemporanea sulle nuove proiezioni. L’Abruzzo fa segnare, sempre il senato, un cambio di segno: ora è dominio PDL, mentre la Campania, come previsto, è presa stabile di Berlusconi. Intanto Italia 1 è tornata ai cartoni, Mediaset torna languidamente ad eclissarsi. “La vittoria al Senato diventa abbastanza ampia” riconosce Mastella. Mentre Guelfi ha già terminato con i dati, al TG1 la Sala è ancora a disquisire sui dati della Campania.

17.10 // Feltri raggiunge al telefono Fede, o forse è il contrario. Giusto una battuta del direttore prima di ritornare in video alle 18.30. Ma tutto salta per seguire la nuova proiezione (al 45% di copertura al Senato). Sempre dietro gli altri, comunque, dietro la Rai e il tG2 by Guelfi, dominatori assoluti. Passano a tre i conduttori nello speciale TG1: compare l’inossidabile Bruno Vespa e Riotta continua a rivangare la minaccia: “Tanto tra un po’ vi lascio perchè vado a montare…” la panna? Vespa dominerà stasera la prima serata, ma su RaiDue come possiamo non seguire X-Factor? Dilemma canaglia. Brun(e)o ribadisce l’incredulità della sconfitta della Sinistra Arcobaleno, che “mi lascia sgomento”: potrebbe non entrare al Senato. Fede annuncia il prossimo collegamento video col TG4, “18,30, no, 18,20, ma con l’aria che tira forse anche prima”: che aria tirerà nella redazione? “Facciamo gli scongiuri”, ma si riferisce al lavoro di Pagnoncelli Giorgio Mulè, che ora lancia tramite Luigi Galluzzo la proiezione delle 17.08. Vespa padrone della scena al TG1:. “Che sorprese hai per questa sera?” gli chiede Riotta e lui: “Avremo Bertinotti” come primo nome. Da primo sconfitto.

17.03 // Mulè su Italia 1 appiccica in sovraimpressione un piccolo box con i risultati del Senato ben in vista. Laura Berlinguer parla dall’atrio del PD semivuoto, con i soliti curiosi che spuntano nell’inquadratura. “Qua sperano che il PD possa diventare il primo partito” dice. “Voi potete pensare che io sia schierato politicamente” attacca Fede che sente odore di eventuali polemiche, poi il numerologo spizzica gli editoriali di Scalfari perchè per i tg la par condicio vale, ma per i quotidiani no. Fede è delizioso, anzi sublime: un bel teatrino di dico non dico che è una goduria. Parte anche un mezzo insulto a Di Pietro, mascherato da battuta. Stavolta, rispetto a due anni fa, Emilio è decisamente più contento. “Il voto è un momento di allegria”, aggiunge per confermare questo stato di grazia. In difficoltà appare invece Mario Giordano della Sinistra Arcobaleno, che al TG3 viene bruscamente interrotto dalla Berlinguer, lapalissiana: “Davanti alle nuove proiezioni, devo togliere la parola a chiunque”. Ma anche stavolta a bruciare tutti e Guelfi al TG2. Rinasce anche la puntualità della Sala per il TG1, mentre ormai lo speciale TGLA7,c he ora interpella Russo Spena, gioca a sè.

16.58 // Pagnoncelli frega tutti e compare con Angelo a Studio Aperto in collegamento con il direttore del giornale Giorgio Mulè. I dati Ipsos di Pagnoncelli iniziano a toccare tutti i tg. E’ però sintomatico che siano TG4 e Studio Aperto attualmente a sostenere una diretta delle elezioni che in Rai tocca una puntuale totalità di reti. Il tocco di Mimun ha non prodotto grandi rivoluzioni di privilegi rispetto ai compagni d’azienda. Il direttore del Messaggero Roberto Napoletano era presenza fissa nel 2006, eccolo che ricompare da Mazza con questo bel faccione pieno e dietro tre prime pagine del suo quotidiano appiccicate al muro. Pionati (ex giornalista del TG1) parla al TG3, Riotta invece continua a chiedere impressioni ad un laconico Pisanu, mentre Sassoli, che sembra non rinnegare più di tanto questo tandem imposto dal direttore, ora intercetta le considerazioni di De Bortoli. Tutti sottolineano il grande exploit della Lega, che tocca l’8% (dati Ipsos, ma quelli di Consortium dove sono finiti?).

16.53 // “C’è una coalizione di centrodestra che certamente vincerà le elezioni” candidamente serafico Tajani al TG3, anche se l’inviata Venditti prova a glissare con un “bisogna vedere con quanto vantaggio”. Poi eccolo di nuovo Ermete Realacci, che sfoggia una criniera decisamente antiestetica. Lasciamo Piroso al suo destino di intrattenitore di varietà per far capolino da Fede, che ora annuncia la seconda proiezione (quella letta senza saperlo da Summonte al TG5, che è già finito per lasciare spazio ad Amici - sacrilegio!). Ricapitolando: PDL 47.2, PD 38.1, parlando sempre di coalizioni, in Senato. L’UDC doppia la Sinistra Arcobaleno: Fede sottolinea come Sansonetti abbia azzeccato in pieno la tendenza. Mazza sfodera i dati dell’Ipsos, “poi vedremo chi alla fine avrà avuto ragione”, alludendo al confronto tra due metodi di rilevazione differenti (Consortium per Rai, Ipsos per Mediaset). Angelo Bonelli raggiunto al microfono: “Non è per noi un risultato positivo” sempre che questi dati siano confermati, però intanto tira in ballo il fattore astensionismo. Che dovrebbe essere il centro del discorso abbozzato da Maria Teresa Meli, firma del Corriere, al TG1.

16.39 // Luciano Guelfi non si smentisce: è ancora lui il primo a dare le prime proiezioni al Senato, che vedono in testa il PDL. Ricerca soggetta ad errore, si legge in cima alla grafica, giusto per sottolineare che errare è umano, meno perseverare, come si sa. La copertura è del 32%. Simona Sala del TG1 continua a subire al fotofinish l’arrembante Guelfi: stavolta anche il TG3 sbeffeggia il TG1. Rosy Bindi dalla Berlinguer. Piroso è ancora sconvolgente, legge i dati degli exit poll quando ci sono già le proiezioni snocciolate dai tg Rai. Piero Sansonetti in telefono con Emilio Fede mentre passa la schermata della possibile prima pagina del suo giornale Liberazione. Peccato che quella prima pagina dovrà essere rimpastata per altre cento volte visto che da qui alle 21 sai quante volte cambiano. Sansonetti sottolinea come sia inequivocabile la sconfitta della sinistra. Al TGLA7 spunta Gasparri, che si trova a doversi confrontare con il sorpasso personale del PD sul Partito della LIbertà, “mentre c’è il tracollo della sinistra radicale”. Sviare era un arte, ora è la prassi.

16.35 // Marina Dalcerri al TG4 annuncia a momenti le prime proiezioni reali al Senato. Manca Pagnoncelli, assoldato in esclusiva da Mediaset per i dati. Spunta di nuovo Giordano dalla sua scrivania, dal TG2 al TG4. Il numerologo esclama: “Partiamo vincenti”. Ma Fede lo stoppa subito: “No, partite vincenti”, sempre in riferimento al PDL per ora in testa. Negare la propria faziosità ormai è inutile, caro Fede: ti amiamo così come sei (anche perchè la par-condicio non è finita?). Però questo indizio forse è eccessivo, mentre ferma lo sproloquio di Giordano: “Direttore, mi consenta”. Ogni riferimento è puramente casuale. “Auguri agli amici della Destra” urla Ignazio La Russa, riattivato così come il TG3, ritornato in linea.

16.23 // Non possiamo perderci Fede e allora eccolo qua che già straparla, prima di presentare il fido numerologo che però “non dà i numeri”. Emilio dovrà recuperare il terreno perduto con l’aria fritta: “Questa è una forchetta, come la possiamo chiamare? Sembra di parlare di cucina”: è il direttore che conosciamo. Per ora è un duetto che speriamo diventi orchestra di strafalcioni. Mamma mia, ancora risate striminzite al TG2, nessuno ride, i due vignettisti si ostinano a perseverare. Una vignetta dice: Berlusconi: “prometto più tasse per totti”. Squallida. Enrico Rotondo è pronto col dato dell’affluenza: 80.9% degli elettori ha votato (rispetto all’84% del 2006), con primato negativo di Napoli (74%). Susanna Petruni ha raggiunto Alessandra Mussolini e Beatrice Lorenzin, già vista al TG2. La prima esulta contenuta: “Vince il grande partito”, riferendosi alla struttura di entrambi gli schieramenti principali. “Un fatto è certo, è la nostra vittoria” specifica la Lorenzin, che giusto due secondi fa aveva rimarcato come si trattasse di exit-poll e quindi merce a cui destinare poche attenzioni.

16.23 // “Chi non ha votato non ha il diritto di lamentarsi dopo” tuona con un mezzo sorriso Ermete Realacci, ricomparso ora alla corte di Daniela Vergara. Si continua a parlare a vuoto, nessun dato ufficiale ancora si palesa per dare un minimo di fondamento alle prossime chiacchere. “Forse per il rotto del Cuffaro”: le battute dei vignettisti che albergano al TG2 è desolante. Covotta ha come ospite Russo Spena: due mummie ora blaterano davanti ai separèe firmati Sinistra Arcobaleno. Russo Spena non nasconde la testa sotto la sabbia: “Se i risultati saranno questi non sono affatto buoni” e via a cercare le ragioni dello sconforto. Uno sconforto virtuale, ricordiamolo, si parla di dati aleatori. Ma tocca parlare, quindi facciamo i seri. Al TG1 in collegamento con Bobo Craxi c’è Attilio Romita, mentre ora Sassoli, tornato padrone della scena, invoca Giannelli, firma del Corriere Della Sera, con il sottotitolo della vignetta “Proiezioni” in riferimento alle ombre di Berlusconi e Veltroni che si incontrano nel muro. No, c’è ancora Riotta, doppia partecipazione di conduzione. Claudio Sardo lancia un suo personalissimo teorema sull’arrivo dei dati, nuova forchetta stavoilta d’orario (16.30-17.00). Giannelli sinceramente suscita ilarità, ma in studio sembrano tutti mogi.

16.14 // “Prima che torno a lavorare, facciamo un giro di pareri”: Riotta annuncia il suo ritorno dietro le quinte, ma nel frattempo di David Sassoli, il conduttore della prima mezz’ora, non c’è traccia. Si sarà offeso? “Per scaramanzia non la chiamo presidente ma onorevole”: Mazza introduce il collegamento telefonico con Raffaele Lombardo, presunto leader in Sicilia. Paolo Celata è sicuramente il più bello di presenza tra quelli che stazionano al Viminale, ma sarà difficile scalfire la tranquillità che infonde Marco Frittella. Piroso intanto annuncia un quadro riepilogativo di dati, nuovamente exit-poll, ma con quanto ritardo (intanto arriva Marco Taradash). Quelli della grafica bisticciano con l’acceleratore. Elisa Calessi è la più graziosa nel parterre del TG1, nonché unica donna parlante tra i giornalisti. Riotta persiste sulla scena.

16.08 // Un’inquietante figura incappucciata con passamontagna bianco fa capolino dalla scrivania del TGLA7. Sicuramente mi sono perso la sua presentazione. Piroso promuove un libricino, perchè di marketta ce n’è sempre bisogno. Ops, eccolo l’autore del libro, un certo Polomba, proprio quello che giace mascherato a fianco del conduttore. Ci sfuggono i motivi di questo squallido travestimento. Da un divanotto beige, “siamo all’azzardo e allora azzardo anch’io” dice Enrico Rotondo, aspetto rilassato e compiaciuto. Compare la giornalista ben seduta, ma dove sono, in una suite imperiale rivestita d’ebano? Marco Frittella spunta dal Viminale comunicando i dati ufficiali dell’affluenza. Ridateci con più frequenza Simona Sala però: c’è in ballo una guerra con Luciano Guelfi del TG2 che non può finire scontata. Piroso ha deciso di virare sul varietà e ora Roy Paci e la sua simpatica ciurma cantano Toda Joia Toda Beleza: come interpretare questa coraggiosa scelta di fare poca informazione? Sicuramente un bel tentativo di smarcarsi dalla massa certamente noiosa dei concorrenti, ma non siamo oltre il limite dell’anticonformismo?

15.59 // Siamo davvero curiosi di attendere lo spettacolo che solo Emilio Fede saprà offrirci. Dovremo però attendere le 16.30 per iniziare davvero a ridere. Torna Feltri al TG1, collegamento ripristinato. Piero Chiambretti compare da Piroso dal proprio studio. “Bisogna valutare i dati, non limitarsi agli ex-pol” rimarca Mastella, che sfoggia un inglesismo raffinatissimo. “Sono sulla soglia delle considerazione, perchè è giusto fermarsi” prosegue verso la fine. E’ un incandescente fiume in piena, ma Mazza ora lancia la linea a Luciano Guelfi, autentico mattatore del pomeriggio, che strappa Tozzi di Consortium alla collega-rivale Sala, per annunciare come tra poco si parlerà di dati reali relativi ai primi spogli. “Lega razzista” secondo Russo Spena, lo riferiscono a Giacomo Stuffi del partito padano che al TG1 risponde con i numeri, ovviamente. Pubblicità senza frontiere da Piroso, che non si preoccupa più di tanto di stare sui dati, l’importante è svagarsi. “Per ora il vantaggio del centrodestra c’è dai nostri dati, ma può accadere di tutto” dice Tozzi, e per fortuna Mazza persevera con un “Può accadere tutto e il contrario di tutto”. Quando si parla di aria fritta, non ci dovrebbe essere troppo da stupirsi.

15.53 // “Stavo facendo la riunione con i miei collaboratori, quando mi avete chiamato” ricompare così Giordano al TG2. Magari era al gabinetto ma non poteva scivolare al primo richiamo. Tandem confermato al TG1, ma Sassoli sta ben distante dal suo direttore, che ora interpella Vittorio Feltri, al solito circondato da una biblioteca stile Liberty, che attacca con un “Qui c’è gente che parla e io non sento nulla” e si sbraccia perchè non sente una mazza. “Caccia tutti via dalla stanza” lo incita Riotta. I problemi di audio ci separano da questo sfizioso siparietto. C’è Claudio Sardo ora a parlare, proprio quello che Ferrara lapidò con una sonora mazzata sui denti nella conferenza stampa del suo partito su Raidue. C’è Ermete Realacci, il clone di Rosy Bindi e di uno del Bagaglino, che comunque ci crede. Piroso vuole smetterla con queste lagne ma fa il bravo. La cosa più interessante e traumatica è vedere dallo sfondo come in casa PD abbiano scelto il TG1 per seguire l’andamento dei risultati. Piroso se ne sarà accorto?

15.48 // Attenzione ancora a Guelfi, mentre la Vergara parla con Fioroni (ancora?!), che non molla gli occhi dalla telecamera. Guelfi continua a sbracciarsi, ed è nuovamente il migliore, con il terzo exit-poll da snocciolare prima di tutti. Anche in questo caso pochi sono gli aggiustamenti da segnalare. Eccola la Sala, che attendeva che finisse di discorrere Tabacci. Piroso non lo saprà neppure che ci sono i dati freschi.

15.41 // La noia contraddistingue lo Speciale TG1, ma neppure al TG2 ci si diverte. La noia dilaga e soltanto Piroso è capace di fronteggiarla adeguatamente. Mazza prova ad imbeccare spesso Mastella, ma il dibattito, in linea generale, si arena su un fiume insoddisfacente di parole formato analisi. “Gli italiani sono diventati maturamente bipolari” sentenzia Rondolino, che pesca un avverbio che pretende conformità, ma il maglione beige scuro con un collo così slabbrato non può augurarsi eccessive attenzioni. Non ci sono in effetti grandi slanci di dinamismo. Pisanu sfodera una dialettica profondamente provata da accenti meridionali mentre vediamo spuntare Gianni Riotta, con la solita mise da TV7. E’ subentrato a Sassoli? Camicia bianca, Cravatta e pantaloni neri, e i soliti inguardabili occhiali da manifestante nerd del Dopoguerra. “C’è un collegamento” attacca Sassoli, defraudato furbescamente del centroscena, Riotta interviene subito con un “ma no prima sentiamo Gentiloni”. Il povero David è costretto a cedere la scena al direttore, guai ovviamente contraddirlo. Con Balzoni dal PD parla Fioroni: in genere i politici ruotano a turno tutti i giornalisti (ben 700 insediatasi nel Partito Democratico) per dire quattro parole, che poi sono sempre le stesse, basta recitarle a telecamere diverse.

15.36 // Masi dal TG2 continua a leggere dichiarazioni di Pisanu e Migliore che stanno discorrendo due studi più in là nello Speciale TG1. “Done sono le altre forze? Non raggiungono il quorum”: Piroso si riconferma idolo rileggendo i dati di Camera e Senato, tagliando subito le speranze dei partitini in cerca di una voce grossa da poter scaricare. “Berlusconi la maggioranza al Senato non ce l’ha, se mi posso giocare…” esclama il direttore di Europa Menichini, ta il divinatorio e lo sozzone.

15.27 // Il sito de Il Giornale è ancora fuori uso, La Stampa Web non ha ancora aggiornato il suo speciale: sveglia! Gentiloni sottolinea l’aumento dell’astensione, “ma abbiamo ancora 10-12 ore prima di avere i dati di pietra”, hai voglia a discorrere. Attenzione col trash su La7, c’è un capelluto con parrucca che prova a cantare “Voglio una donna”, mentre le telecamere riprendono di sfuggita nel buio un Piroso che se la svigna. Che modo è di alleggerire la tensione? Ferruccio De Bortoli conversa con Sassoli mentre Marcello Masi, dalla scrivania del TG2, rilegge le dichiarazioni di Calderoli e di Pisanu, che è al TG1. Attenzione ancora Ghelfi spunta dal quadratino, nuovamente brucia tutti coi dati dalla Sicilia, anche se stavolta Simona Sala segue a ruota strettissima. Schiacciante per ora l’affermazione di Lombardo sulla Finocchiaro (49-53%). Tra tre minuti (di pubblicità) Piroso annuncerà gli exit-poll siciliani. Non c’è sincronia a La7, ma con la differita si fanno ridere i telespettatori.

15.21 // Tajani su La7 prova a concimare di spavalderia una delle attese più snervanti della modernità, evidenziando come a soffrire ora sia il centrosinistra, grazie a questa tendenza degli exit-poll. Poi prova a riabbottonarsi con savoir-faire. Spunta Mario Giordano al TG2 in diretta dalla sua scrivania, nuova schermatina in basso a sinistra con Ghelfi che lancia il secondo exit-poll: brucia di nuovo tutti, compresa la belligerantissima Simona Sala del TG1. I dati in sostanza non cambiano di tanto, anzi. Ma vedere Ghelfi che si sbracciava come un allegro forsennato per avere la primogenitura della seconda trance di dati non ha prezzo. Piroso sente l’arrivo degli aggiornamenti a breve, ma il TGLA7 paga un ritardo quasi incomprensibile. Tozzi su Raiuno ora precisa i nuovi cambiamenti: la sua compostezza fa paura.

15.15 // “Siamo tutti transeunti, noi e i dati”: Piroso show ribatte ai “numeri scritti sulla sabbia”. E’ il più in forma e lo si nota con affetto. Tristezza impera su Raiuno: tutto fumo (il nuovo studio), poco arrosto, pochissimo commestibile, per ora. Gentiloni e Migliore guardano nel vuoto perchè tocca parlare di aria fritta e sentiamo questo Giannelli che affronta l’astensione: Cibi Avariati? Ho mangiato la scheda. E anche qua, come al TG2, nessuno ride. Tensione o pessima battuta, chissà. Mastella prova a salire in cattedra da Mazza, ma la sua telegenia è pari a -18. “La somma non fa mai il totale, diceva Totò”, ma questa massima non lo salva dalle difficoltà di commentare il nulla. Andrea Covotta dalla Sinistra Arcobaleno introduce un certo Gianni, mai visto prima.

15.10 // C’è la Melevisione su RaiTre: il TG3 è subito scomparso ma tranquilli, riapparirà. Per ora continuano la marcia TG1, TG2 e TGLA7, che però non smetterà mai fino a domattina. Ida Colucci intervista Tajani, “C’è sorpresa ed attesa” sottolinea Mazza, costretto a surbirsi l’ennesime vignette. Una è inquietante: PARI come esclamazione tra Veltroni e Berlusconi che si danno la mano. Freneticamente insulsi (torna il “ma anche” di Veltroni, per rimpolpare la fiera luccicosa delle banalità). Piroso è sicuramente l’anchorman più efficiente, imbocca Rondolino che subito ammette come Berlusconi abbia vinto le elezioni: è l’unico che accantona la prudenza dopo il disfattismo del 2006. E’ il tempo delle chiacchere finchè non arriveranno dati aggiornati. A quali sfondoni assisteremo?

15.06 // Al TG3 sottolineano come i confronti con le precedenti elezioni siano impossibili. Si sente però uno studio nettamente silenzioso: nessun ospite a commentare? Alle 15.30 ci sarà il primo exit-poll dalla Sicilia. C’è Beppe Pisanu al TG1 e Sassoli mette subito le mani avanti: “Siamo ancora all’inizio”. Paolo Gentiloni non può ovviamente dissentire, ma rimarca i precedenti di risultati stralunati. Una sorta di Claudia Villa invecchiata al TG2 parla dalla sede della Lega Nord, giacchettina verde acqua orripilante: mai vista questa Negri. Picciotta dalla sede dell’UDc con Ferdinando Adornato. Se tutti si tengono abbottonati, è il primo a parlare e “sta al gioco”, visto che dopo la catastrofe del 2006 nessuno vuole festeggiare più in anticipo. C’è Bruno Tabacci da Sassoli. Grande immobilismo sul TG1, poco dinamismo, come se nessuno davvero volesse tentare di lanciare entusiasmi. Gennaro Migliore sottolinea la crescita dell’astensione.

15.02 // Gli speciali delle testate web dal Corriere a La Stampa arrivano in ritardo, per non parlare de Il Giornale ancora in affanno. Ricapitolando: alla Camera PDL 42%, PD 40%, SENATO PDL 42.5%, PD 39.5%. Considerando i dati centrali. Partita anche la maratona di La7 con Antonello Piroso, camicia con maniche arrotolate e cravatta senape decisamente inestetica. Generale momento di stanca: si stanno commentando i primi exit-poll. Silenzio, come previsto, delle reti Mediaset.

14.59 // E’ guerra aperta tra le tre testate, il TG3 vuole partire per prima, ma la brucia sul tempo il TG2 con i primi exit-poll. Il TG1 ancora spiega i sistemi di rilevamento. Intanto è testa a testa PD-PDL alla camera, con un sospiro maggiore della ciurma di Berlusconi al senato. Ora il TG1, in grave ritardo. Ma c’è Tozzi che collabora e l’impressione è che ci sia una maggiore analisi.

14.56 // All’appello mancava solo il TG3 e allora eccoti Bianca Berlinguer, credo, ora c’è una signorina che parla ma magari è un’inviata. O forse no. Hanno già pensionato la Berlinguer?

14.54 // Il TG2 sembra ancora non aver trovato equilibri: l’inviato dal Quirinale sbraccia nel quadratino in basso a sinistra, Andrea Covotta parla dalla sede della Sinistra Arcobaleno. Intanto si vantano da Mazza, che le agenzie hanno ripreso la prima dichiarazion al TG2 di Mastella. C’è odore di faida interna tra i tg Rai.

14.53 // Simona Sala affianca Tozzi di Consortium: “Abbiamo già i dati ma non li possiamo ancora dare”. Difatti la legge vuole come inizio delle danze le 15. Comunque ci siamo. Tozzi spiega la forchetta e la Sala rinnova l’angoscia rimarcando lo sfondone di due anni fa.

14.50 // Mentre Ida Colucci mostra un cinturino giallo di riconoscimento là dal PDL, come senso di appartenenza, e mentre Mazza lo apostrofa come distintivo da villaggio vacanze, su Raiuno inizia la diretta dello speciale TG1 con David Sassoli. Presentati un paio di politici non ben identificati. Se non altro c’è lo studio nuovo che Sassoli aveva presentato ieri nell’edizione serale del telegiornale, nel parterre parecchi sono i giornalisti e anche Giannelli, noto vignettista. La risposta al duo comico del TG2?

14.41 // Puntuale parte la diretta del TG2, Mauro Mazza presenta il suo ospite d’onore, Clemente Mastella, annunciato come un calciatore azzoppato e ora costretto causa infortunio a giacere in panchina: “Mi sono entrati nella gamba troppo violentemente” biascica l’ex Guardiasigilli. Presentazione dei due vignettisti, che proveranno ad imitare Vauro, e perlomeno con le prime figurine prendono spunto dall’amore di Vauro per Mastella. Ma le battute fanno zittire tutti. Primo collegamento con Consortium di Piepoli, si partità con gli exit-poll e “con elementi imponderabili” annuncia in collegamento l’addetto alle rilevazioni. Iniziamo bene. Daniela Vergara dala sede del PD o giù di lì fa la conta: 700 giornalisti accreditati per condividere un bel mal di cuore. Ora Ida Colucci direttamente dal PDL, bello vuoto.

ANTEFATTO // Io intanto la butto lì. Tra 43 minuti chiudono le urne, proviamo un pronostico? Dunque, alla camera: PD+IDV 39,2/41,5%, PDL+Lega 42,2/45,1%, Sinistra Arcobaleno 6,8/8,6%, La Destra 5,7/7,2%, Partito Socialista 1,9/3,4%, UDC 7,2/9,4%. Mi sa che i principai li ho detto tutti. Per il Senato rimango con questi valori, tanto saremo lì. E con l’incubo del pareggio sempre incombente. Nel frattempo neppure sono finiti i giochi che partono le burle: a Palermo manca una vagonata di schede del Senato. Speravamo che almeno stavolta i brogli rimanessero distanti, invece temo che chi perderà le elezioni ci farà un pensierino.

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Lunedì 14 aprile la tv si ferma: chi vincerà le elezioni?

13 Aprile 2008

Belusconi VeltroniD’accordo, la campagna elettorale è stata la più flemmatica degli ultimi decenni, perfino nel 2006 si raggiunse un’adrenalina coinvolgente, stavolta tutto tenta di tacere. Perchè il tempo di parlare, parlare, parlare è domani, lunedì 14 aprile 2008. La tv intera si ferma per capire chi avrà vinto le elezioni, le reti distruggono deliberatamente i propri palinsesti, edizioni speciali si moltiplicano per raccogliere sproloqui e sospiri, scendono in campo i direttori delle testate giornalistiche un po’ ovunque. Domani non si scampa, insomma, dall’overdose post-elettorale fatta di dati (che stavolta speriamo un minimo più precisi) e di dichiarazioni, e non sperate di cavarvela aggrappandovi disperati al telecomando. Neppure lo zapping domani vi salverà dagli interminabili dibattiti. Così o seguite la nostra liveblog confidando in qualche sorriso da disperazione, oppure disperatevi davvero - oppure, perchè no, se non volete perdervi nulla della corrida che si scatenerà dopo le tre - secondo questo bel programmino. La tv domani saràà invasa di tg. Eccovi in breve cosa vi potrà capitare nel primo pomeriggio.

RAI - A bruciare tutti sarà Mauro Mazza: il direttore del TG2 vuole prendere subito il largo, aprendo le danze alle 14.40, ben venti minuti prima dello stop al voto. Dieci minuti dopo arriva David Sassoli con il TG1 (14.50), seguito alle 14.55 dal TG3 di Antonio Di Bella con la conduzione di Bianca Berlinguer. La Rai intera, al completo, si assicura così una tempestività quasi terrificante. Il bello è però che, non potendo dire nulla fino alle 15.00 - d’altronde non si può parlare di politica dalla mezzanotte di domenica - per non turbare il voto, chissà di che cosa si parlerà (a vuoto?) per una decina-ventina di minuti. Dopo le 15.00 invece tutti a darci dentro. Stavolta i dati arriveranno dalla società Consortium, dell’Istituto Piepoli, che per iniziare fornirà i primi exit-poll (ovvero le dichiarazioni di voto di un campione di malcapitati braccati all’uscita dall’urna) e poi sfornerà - si spera ad orari decenti - le prime proiezioni (che invece si basano sullo spoglio delle schede di un campione di sezioni - un po’ quello che succede con le rilevazioni Auditel). Il TG2 proseguirà per tutto il pomeriggio fino alle 20.00. Il voto e i suoi strascichi vi faranno compagnia pure in prima serata, con Bruno Vespa padrone assoluto di Porta A Porta, e in seconda serata su RaiTre con lo speciale Primo Piano alle 23.25, condotto da Maurizio Mannoni e Bianca Berlinguer. Il TG2 non vuole essere da meno con lo speciale Punto Di Vista, ma per poter partire coi commenti dovrà attendere la fine del reality-infinito X-Factor, prevista per le 23.30 (ma quando si parla di show senza troppi copioni lo sforamento è quasi inevitabile di natura).

MEDIASET - Meno compatta è la scuderia del Biscione, che si butterà sul dopo-voto con meno veemenza, sfoderando comunque i soliti punti fermi. Peccato che si parta con un’ora e mezza di ritardo: chissà come la prenderà Fede, che soltanto alle 16.30 darà il via al suo TG4. Studio Aperto arriva alle 17.00 in concomitanza con il TG5 (ma solo per 5 minuti). La prima serata vedrà contemporaneamente Matrix di Enrico Mentana e ancora Emilio Fede, che in questo caso avrà il vantaggio di partire alle 21.00 spaccate. Rispetto alla Rai, cambiano i metodi di rilevazione: non Piepoli, ma la società Ipsos di Nando Pagnoncelli, che annuncia per le ore 17.00 le prime proiezioni. Facile intuire che prima a Mediaset utilizzeranno gli exit-poll dei concorrenti. Ogni venti minuti avremo i dati più aggiornati, ma solo alle 19.00 capiremo un po’ di più sulla distribuzione dei seggi al Senato. I dati ufficiali dal Ministero Degli Interni? Dopo la batosta di due anni fa, quando si seppe la precisione alle 4 del mattino, i più ottimisti parlano della mezzanotte, ma lo sforo è d’obbligo.

LA7 - La rete Telecom invece tenta di fare concorrenza all’armata SKY, che sul satellite gioca una battaglia senza rivali. Il comandante prescelto è l’instancabile Antonello Piroso, direttore del TGLA7. Si parte alle 15 per finire ad oltranza, fino a toccare le 9 del mattino con il contenitore Omnibus. Non verrà però cancellato lo spazio tradizionale di Otto E Mezzo delle 20.30: Ritanna Armeni e Lanfranco Pace avranno di che dibattere con Lucia Annunziata, Gad Lerner e Giuliano Ferrara, che ritorna in trasmissione stavolta come candidato premier. Dopo torna Antonello Piroso, che si avvarrà di Maurizio Crozza e Piero Chiambretti, perchè dopo le 21.00, con tutta la tensione accumulata, una risata dovrà pur comparire.

MTV - Quest’anno scende in campo anche la rete giovane, che prima accoppia musica e voto alle 15.00 con TRL - Total Request Live, poi alle 22.30 sfodera uno Speciale Election Day.

SKY - Una diretta infinita: 21 ore non-stop a partire dalle 14.50 su SKYTG24, pronto a fare man bassa di attenzioni sul satellite. Previsti 10 collegamenti in diretta dal Ministero degli Interni e dalle sedi dei partiti, mentre i dati arriveranno dall’istituto Piepoli.

Riepilogando:

TG1: 14.50 - 17.30 / 20.00 - 20.30 / 23.35 - 1.30

TG2: 14.40 - 19.55 / 23.30 - 0.20

TG3: 16.30 - 19.00 / 19.00 - 19.30 / 23.35 - 0.25

Porta A Porta - Speciale Elezioni 2008 : 21.10 - 23.35

TG5: 17.00 - 17.05 / 20.00 - 20.30

TG4: 16.30 - 17.15 / 18.30 / 21.00 - 24.00

STUDIO APERTO: 17.00 / 18.00 - 19.00 / 20.30 - 21.10 / 0.10 - 1.30

Matrix Speciale Elezioni 2008: 21.10 / 1.20

LA7 Election Day 2008 - Tutto in una notte: 15.00 - 20.00 / 21.35 - 1.00 / 1.30

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Lunedì 14 aprile dalle 14.50 il liveblog delle elezioni 2008

13 Aprile 2008

Dalle 14.50 di lunedì 14 aprile 2008 segui con TiVùCumprà la diretta blog delle elezioni politiche 2008. Una lunga maratona attraverso lo zapping tra i canali tv per raccogliere impressioni, numeri e commenti e aspettarsi ovviamente di tutto da politici, giornalisti e conduttori. Continua »

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La Vita In Diretta non fa gossip: Michele Cucuzza la dice lunga

13 Aprile 2008

Cucuzza GilettiDelle indiscrezioni che vorrebbero Massimo Giletti al suo posto a La Vita In Diretta non c’è traccia, tra un sorriso affibbiato alla primogenita Carlotta e uno d’ordinanza al fotografo assoldato alla giornalista di turno. Michele Cucuzza di fronte al settimanale Visto non si sente neppure in discussione: questa domanda non è segnata nel taccuino. Al massimo si arriva alla presa di consapevolezza che magari nulla è eterno. «Non ho mai pensato di dover rimanere a tutti i costi davanti alle telecamere» sentenzia il conduttore imbeccato da una domanda malandrina, che senza girarci attorno auspicava, all’età di cinquantacinque anni, un bel pensionamento fatto di hobby da coltivare. Certo, «se l’azienda lo riterrà mi farò da parte», ma non c’è alcuna voglia di fare i bagagli: La Vita In Diretta, se va tutto bene, sarà affar suo anche nella prossima edizione. Salvo ovviamente bruschi cambiamenti di programma che intanto si insinuano, e chissà che magari non si realizzano. Il futuro da pensionato non è nelle corde di Michele, anche se di cose da combinare ne avrebbe comunque: «Scrivo e ho un blog che mi tiene in contatto con i più giovani. Mi criticano e mi piace molto». Se tentate di cercarlo con Google fermatevi: il tutto è rannicchiato nel suo sito ufficiale, non si chiama blog ma zona interattiva (abbastanza inquietante), in cui i post scorrono e per commentarli bisogna rivolgersi ad altri link. Un blog travestito da sito web del Novanta, un sistema raffazzonato per tentare di rimanere al passo coi tempi senza rinnegare le proprie incapacità.

Gente che critica ovviamente ne ha. Gli hanno fatto notare una possibile caduta di stile su Mino Reitano, intervistato dal programma nel pieno della sua malattia. Quanto basta per ardire speculazioni. «Qualcuno ha descritto questo incontro come la “morte in diretta” - spiega Cucuzza - Ho ribattuto che evidentemente non avevano visto il programma, perchè la nostra era la storia di un uomo che ci stava parlando di un futuro, di progetti». L’osservazione dell’internauta d’altronde è la storica pietra facilmente scagliabile contro un programma contenitore che da sempre mescola senza troppi pudori cronaca rosa e nera, in un miscuglio che affascina e terrorizza: dall’omicidio con inviata alla marchetta sorridente del conduttore di turno il passo è sempre brevissimo e spesso fastidioso. L’occasione dunque è di quelle ghiotte: che cosa risponderà Cucuzza di questa propensione spiccata ad accarezzare la morbosità? L’impressione è di rispondere chiudendosi gli occhi: «Andando in onda in fascia protetta, non raccontiamo nei dettagli un delitto, come spesso avviene in programmi di seconda serata». Siamo così passati al racconto delle favole. Il delitto di Erba è divenuto ormai presenza fissa nel rotocalco che continuamente rimescola sul torbido anche in assenza di notizie, trasformando cronaca in serial. Per non parlare dell’omicidio di Meredith, che trova sempre il modo di far capolino. Che ora Cucuzza tenti di sublimare il caos consapevole che accompagna il suo programma è operazione nobile, ma pur sempre screditante, soprattutto quando poi si gioca la carta della perseveranza.

Michele CucuzzaCol gossip si tocca l’apice: «La Vita In Diretta fa cronaca seria, non pettegolezzi. Scriviamo di amori e fidanzamenti, ma ci limitiamo a domandare all’ospite “Sei fidanzata?”, se risponde “sì” abbiamo scritto cronaca rosa, non abbiamo fatto gossip». La spiegazione ovviamente lo tradisce, perchè non c’è un’intervista una in cui alla starletta di turno non si chieda altro che specificare il nuovo compagno, anche quando la negazione diventa l’unica risposta plausibile. La caccia aperta alle frivolezze è terreno costante chez Cucuzza, che dimentica chi ha quotidianamente in studio (c’avete mai visto filosofi?) e chi quotidianamente fa intervistare, direttamente dall’ultima festa in cui il vippume luccica al sol delle recenti banalità platinate. E quindi fa necessariamente ridere che il conduttore possa chiudere l’elucubrazione con un «vogliamo essere interlocutori della gente vera, non dell’élite», riassunta nell’intento sociale della trasmissione. Che «sa parlare alla gente che guarda davvero la tv». Il pubblico pomeridiano diffati ormai è consolidato: le stanche massaie tra una spolveratina e una stirata adorano il ronzio di un programma minestrone che scava nelle inutilità. E che forse neppure Massimo Giletti, improvvisamente additato sottobanco come erede di Cucuzza, saprebbe renderlo più credibile.

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Luca Sardella il ritorno. Sempre in mezzo alle piante

25 Marzo 2008

L’abbiamo lasciato sette anni fa sgattaiolando tra gli ulivi insieme alla fida amichetta. Lo ritroviamo di nuovo con lo stesso berretto e la stessa partner, Luca Sardella. Lui ha ripreso a girare per l’Italia insieme a Janira Majello per confezionare l’ennesimo teatrino da pollice verde, che stavolta si chiama Garden e viene spiattellato il giovedì mattina alle 9.15 su Raidue, dopo i cartoni animati e prima che la gente se ne possa accorgere della sua ritrovata esistenza. E poi dicono pure che Luca è un tantino incavolato di questa prolungata assenza, in vigore dal 2001 senza i dettami di qualsivoglia editto. Forse perchè semplicemente co ’ste piante aveva stufato un po’ tutti. Ma ora che a fianco agli arbusti ci ritorna con un programma itinerante per vivai e giardini, in cui si mescola l’immancabile informazione su come potare i rami secchi o irrobustire le radici e i giochini fatti di budget risicati, non è difficile capire perchè della sua presenza da servizio pubblico ne potevamo ancora fare a meno.

Sardella, ovviamente, non è dello stesso parere. Lo sfogo, per carità, è legittimo. «Sono un po’ imviperito e un po’ orgoglioso. Inviperito per come ci è stato tolto, improvvisamente, un programma di successo - attacca Luca, che forse si riferisce all’ultima apparizione in Rai con La Vecchia Fattoria - Che poi è stato copiato, da Occhio Alla Spesa alla Prova Del Cuoco, senza che nessuno dicesse nulla». Nell’epoca della guerra dei format e dell’ideas in the air, ogni parola in merito è pura aria fritta. Ma l’importante è crederci: «Dimostreremo a tutti i giornalisti e alla gente che faremo ascolti con la qualità». Come? Ritornando a sette anni fa, alle stesse scenette, agli stessi personaggi, agli stessi stereotipi. Ritroviamo la storica Janica, impegnata alla ricerca di informazioni e chicche botaniche: una donzelletta che - ahimè sua - ha legato la sua faccia a quella di Luca, finendo spenta quando la luce del presentatore s’è assopita di colpo. Come si può parlare di rinnovamento se in campo Luca schiera una totale restaurazione? Sardella canta, continua a cantare, «ho fatto le musiche per ogni spazio del programma», oltre ad aver prodotto un album nuovo di pacca che qualcuno a Sanremo ha preferito cestinare. Luca se l’era già presa quando Pippo Baudo l’ha scartato dalla recente kermesse, così era finito imperterrito nel salotto di Mattina In Famiglia per rivangare questo dissapore e ovviamente farsi una sana promozione. Di rivincite, certo, ne vuole, una l’ha sperimentata cimentandosi direttamente con l’Auditel: «L’anno scorso ho lavorato a Videocalabria, battendo negli ascolti locali anche la Rai». L’altra riguarda un libro di giardinaggio - e di cosa, sennò? - scritto sempre con l’inseparabile Janira che lui definisce aver raccolto «un notevole successo editoriale». Sono soddisfazioni, rese ancor più dolciastre dal prevedibile desiderio di rivincita.

Ma il punto più alto di appagamento potrebbe venire soltanto dalla madre che l’ha rifiutato, il Festival. Se ha poca presa la notizia di un folle corteggiamento Mediaset per sottolineare le imprescindibili qualità di Sardella, («Quando lavoravamo in Rai, ci offrirono miliardi, ma a Viale Mazzini ci pregarono ardentemente di rimanere»), la rivelazione che davvero qualcuno l’ha chiamato per condurlo, questo benedetto festival, fa rabbrividire tutti: «Un giorno Pierluigi Celli, allora direttore generale della Rai, lanciò l’idea di lavorare al Festival di Sanremo. “Musica e fiori, chi meglio di Sardella?“. Io e Janira potremmo inventarci una bella formula, magari associando ogni artista a un fiore». Meglio i pomodori marci.

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